Ronde anti-prostituzione a Pompei: «I politici locali non combattono il fenomeno»

Ronde anti-prostituzione a Pompei: «I politici locali non combattono il fenomeno»

Ronde anti-prostituzione

Pompei. L’appuntamento per la presentazione delle ronde anti-prostituzione, in programma oggi pomeriggio, è saltato ma il progetto resta in piedi. A portarlo avanti il candidato a sindaco Giuseppe Alviti e il suo principale alleato Raffaele Bruno, segretario nazionale del Movimento Idea Sociale. «L’iniziativa resta confermata perché è vergognoso quello che succede a Pompei e molti cittadini ci hanno chiesto di affrontare la questione in maniera forte», ha detto Raffaele Bruno, esponente della destra radicale. L’anno scorso era intenzionato a tentare la conquista di Palazzo San Giacomo a Napoli ma all’epoca la sua lista fu esclusa dalla commissione elettorale per un errore formale nella documentazione. Ora affronta la nuova sfida elettorale accanto alla guardia giurata napoletana. «I politici locali non lo hanno mai affrontato seriamente la problematica.  Stiamo già raccogliendo adesioni per le ronde da parte di alcuni cittadini e commercianti», ha aggiunto il segretario del Mis, «non vogliamo sostituirci alle forze dell’ordine ma intendiamo lanciare una provocazione forte su un tema fino ad oggi sottovalutato dalla politica». «Aldilà dell’impegno politico, avevo già in mente di avviare ronde di cittadini con l’Associazione nazionale guardie particolari giurate su base volontaria», ha spiegato Giuseppe Alviti, «ora abbiamo inserito il punto nel programma elettorale. L’obiettivo sarà quello di presidiare le zone a rischio, come l’area di Villa dei Misteri, con gruppi di cittadini soprattutto nelle ore serali ed evitare la prostituzione sulla pubblica via senza intralciare il lavoro delle forze dell’ordine. Pompei è capitale dall’archeologia e della cultura e va difesa».          


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