Appaltopoli, si dimette il dirigente del Comune di Pompei Andrea Nunziata

Appaltopoli, si dimette il dirigente del Comune di Pompei Andrea Nunziata

Si dimette Nunziata

A un mese esatto dalla bufera giudiziaria ribattezzata “Appaltopoli”, che ha travolto anche il comune di Pompei, arrivano le dimissioni del dirigente Andrea Nunziata. 

Il caso Pompei

L’ex sindaco del comune mariano Claudio D’Alessio e per il dirigente del V e VI Settore Andrea Nunziata finirono ai domiciliari. Misura poi revocata successivamente dal Tribunale del Riesame. Per entrambi i giudici delle libertà napoletani decisero l’annullamento dell’ordinanza. 

Il settore tecnico

Nel frattempo, il commissario prefettizio Maria Luisa D’Alessandro ha provveduto, con apposito decreto, a conferire al dirigente del III Settore Raimondo Sorrentino anche l’incarico di dirigente del V e VI settore in aggiunta alle funzioni proprie dell’incarico già espletato «considerato l’impedimento del dirigente del settore tecnico Andrea Nunziata». Un decreto firmato lo scorso 4 aprile. 

La decisione

Ieri mattina, secondo quanto si è appreso, il dirigente del Comune di Pompei finito nell’inchiesta “The Queen” ha protocollato le sue dimissioni a Palazzo de Fusco. Una scelta su cui, al momento, ha preferito però non rilasciare alcuna dichiarazione.

Appaltopoli

L’inchiesta “The Queen” (dal nome dell’architetto Guglielmo La Regina e che ha visto finire in carcere il consigliere regionale Pasquale Sommese) ha visto nelle scorse settimane una lunga serie di annullamenti delle ordinanze di custodia cautelare tra cui anche quella nei confronti di Andrea Nunziata, difeso dall’avvocato Alfredo Sorge, ingegnere capo del Comune di Pompei e responsabile unico del procedimento per la realizzazione del forno crematorio, l’appalto bandito nel 2013 e finito nel mirino del pool di pm napoletani che hanno condotto l’inchiesta. Episodio per il quale viene contestato il reato di turbativa d’asta anche all’ex sindaco Claudio D’Alessio e l’ex assessore Vincenzo Manocchio, oltre che a Guglielmo La Regina, Loredana Di Giovanni la “grande accusatrice” dell’inchiesta, ai progettisti formali dell’opera Umberto Perillo, Giuseppe Silvestro, Luigi Conte e Sergio Stenti, nonché i membri della commissione aggiudicatrice Luigi Piemontese, Francesco Rispoli, Fabio Censi Bolletti e Gianluca Battaglia, il commercialista che-per l’accusa- avrebbe pilotato le nomine della commissione aggiudicatrice dell’appalto vinto dal consorzio Infratech.        

 


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