Parla il gioielliere di Sorrento derubato: «Fatto grave, ma non mollo. Spero nella giustizia»

Parla il gioielliere di Sorrento derubato: «Fatto grave, ma non mollo. Spero nella giustizia»

Parla il gioielliere di Sorrento derubato: «Fatto grave, ma non mollo. Spero nella giustizia»

«E’ un fatto molto grave. Anche perché è avvenuto nel cuore di Sorrento, in pieno giorno. Spesso si dice che qui siamo al riparo dai criminali e dalla violenza. Ma non è così».
E’ scosso Salvatore Cappiello, ma è più determinato di prima ad andare avanti con il suo lavoro e per la sua famiglia. Non intende cedere a paure e tentazioni. Tutt’altro. L’imprenditore – titolare di un’attività a Piano di Sorrento, il tentato furto è avvenuto nella sua abitazione di Sorrento – è intenzionato a non mollare.
«Anche per non darla vinta ai criminali» sospira pensando all’incubo dell’assalto messo a segno da Naza Kinash. «Ringrazio ovviamente i carabinieri che sono intervenuti prontamente». Il ragazzo che vive ad Agerola, appena 22 anni, aveva con sé pure una pistola semiautomatica a salve che avrebbe potuto usare qualora, durante l’irruzione, le cose sarebbero andate diversamente. E come hanno accertato i carabinieri già conosceva il suo bersaglio, complice anche una precedente denuncia.
Cappiello segue con interesse l’evolversi della vicenda processuale che vede imputato Kinash mentre sui social network la notizia dell’arresto del ventiduenne ucraino ha destato scalpore. Anche per i modi con cui il ragazzo pensava di poter andare all’assalto della casa di Cappiello.
Manco a dirlo si sono moltiplicati i commenti. «Serve maggiore sicurezza, ma purtroppo anche le forze dell’ordine hanno carenze operative, strutturali e di personale» scrive Pasquale, un altro commerciante. Mentre altri sono andati all’attacco legandosi ai recenti casi di cronaca al Nord che vedono in azione criminali dell’Est europeo.


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