Parcheggio in via San Sergio, costruttore e Comune di Sant’Agnello ko: atti annullati. Il Tar: «Non c’è interesse pubblico»

Parcheggio in via San Sergio, costruttore e Comune di Sant’Agnello ko: atti annullati. Il Tar: «Non c’è interesse pubblico»

Parcheggio in via San Sergio, costruttore e Comune di Sant'Agnello ko: atti annullati. Il Tar: «Non c'è interesse pubblico»

Niente parcheggio in via San Sergio. Il progetto vìola il Prg e l’interesse pubblico viene eccessivamente sacrificato a favore del privato. Annullati il permesso a costruire rilasciato a un costruttore e la delibera di consiglio comunale con cui la maggioranza del sindaco Piergiorgio Sagristani approvò il progetto con una variante. Ovvero, da parcheggio interrato multipiano ad area di sosta a raso.
A stabilirlo è il Tar Campania che ha accolto le ragioni di un residente. Le motivazioni della settima sezione del Tribunale amministrativo – Rosalia Maria Rita Messina, presidente; Guglielmo Passarelli Di Napoli, consigliere; Luca De Gennaro, primo referendario, estensore – rappresentano un macigno che d’altronde era già nell’aria dopo l’ordinanza cautelare emessa dallo stesso Tar alcuni mesi fa («La decisione non evidenzia l’interesse pubblico che giustifichi il rilascio del permesso in deroga agli strumenti urbanistici» scrissero all’epoca i giudici). La delibera incriminata è del 30 ottobre 2014. Oggetto: variante sul progetto per un parcheggio in un’area privata di via San Sergio.
La proposta della società San Pietro di Guglielmo Gargiulo prevedeva che in un fondo situato nei pressi di un condominio venisse realizzato un parcheggio multipiano con due livelli di box auto e la cessione al Comune dell’area superiore. Il progetto, approvato dalla commissione edilizia comunale, fu riformulato con una variante. Da parcheggio multipiano si passò ad area di sosta a raso. Fu previsto l’obbligo di una convenzione con il Comune. La modifica arrivò in consiglio comunale. L’opposizione non votò, la maggioranza approvò l’atto. L’ufficio tecnico comunale rilasciò il permesso in deroga. Ma a causa del ricorso di un condomino il Tar sospese tutto. Fino alla sentenza di ieri.
I giudici rilevano «la tardività della produzione documentale effettuata dalla difesa del Comune» che, come risulta dal dispositivo, è stata rappresentata dallo studio legale Pinto. Nei motivi, i magistrati evidenziano che «il Prg classifica l’area come P ovvero “parcheggi di iniziativa pubblica e/o privata”. Le norme di attuazione prevedono in tale area la facoltà di realizzazione di autorimesse con strutture interrate, a uno o più piani, a condizione che la copertura sia destinata a verde pubblico attrezzato da cedere al Comune, subordinatamente alla stipula di una convenzione». Ma «la previsione di un’area a verde pubblico attrezzato da cedere al Comune è scomparsa; al posto dell’area a verde pubblico è previsto un parcheggio privato e il parcheggio con strutture interrate è sostituito da un parcheggio a raso». Non solo. «La deroga appare ingiustificata» perché «a fronte di un’evidente compressione degli interessi pubblici in gioco, la ragione che emerge con maggiore nitidezza è quello riconducibile al privato costruttore, interessato da una modifica della strumentazione anche a causa della dichiarata ridotta convenienza commerciale alla realizzazione di box pertinenziali».


ULTIME NEWS