Faida politica a Sorrento, il duello rusticano tra il sindaco Cuomo e il “nemico” Marco Fiorentino

Faida politica a Sorrento, il duello rusticano tra il sindaco Cuomo e il “nemico” Marco Fiorentino

Faida politica a Sorrento, il duello rusticano tra il sindaco Cuomo e il "nemico" Marco Fiorentino

«Ogni volta il sindaco dice che è stato votato dai cittadini. Beh. Allora lo dico. Nelle elezioni Comunali hanno avuto un ruolo decisivo le cooperative e gli affidamenti». Bum. Un attacco durissimo con accuse non troppo velate quelle che l’ex sindaco Marco Fiorentino rivolge direttamente al primo cittadino Giuseppe Cuomo. Oramai è guerra aperta tra i due “nemici” finiti a duello durante la seduta di consiglio comunale fiume, durata oltre cinque ore, di mercoledì scorso. Cuomo, soprattutto in un momento del genere, non intende abbandonare il suo aplomb ma anche lui sgancia missili: «La mia amministrazione vanta una trasparenza mai esistita prima. Non temo niente e nessuno». L’invito a Fiorentino è quasi una provocazione: «Se lo ritiene opportuno faccia delle denunce». Tutto va in onda sotto gli occhi increduli di consiglieri e dirigenti comunali che seguono la disfida in diretta in una sala consiliare che si trasforma in un ring.
L’ex sindaco, oggi leader della minoranza, non usa mezzi termini. Inizialmente, nei suoi interventi, pur bocciando l’operato dell’amministrazione, pare calmo. Poi pronuncia una frase che fa da preludio alla tempesta: «Da oggi cambia il mio atteggiamento». Quindi l’antipasto della bufera quando la maggioranza respinge tutti gli emendamenti al bilancio e Cuomo, punzecchiato, ripete che la sua squadra è stata legittimata dagli elettori, sia nel 2010 che nel 2015. E’ allora che Fiorentino perde le staffe. «E’ da tempo che volevo dire una cosa sulle elezioni». Un attimo di pausa. Poi le bordate: «C’è stato un ruolo decisivo delle cooperative». Cosa? «Ben 250 affidamenti sotto soglia o trattativa privata. Alcuni consiglieri comunali ridono? Forse è perché sanno di queste situazioni. Sono convinto di ciò che dico, saremo più attenti anche su queste vicende cambiando atteggiamento. Non ho mai offeso nessuno, ma è sempre necessario stare a posto con la coscienza». Nessuno replica. Si continua a discutere del bilancio. Ma in aula si capisce che Cuomo è pronto a rispedire tutto al mittente.
Così, poco prima di votare il bilancio, il sindaco prende parola: «Ci sono state affermazioni che deludono. Dire che 450 affidamenti sono stati fatti sotto soglia e riferirsi pure alle cooperative è un numero eccessivo, che non esiste. Sento solo la necessità di fare una riflessione. Penso che la nostra amministrazione sia di una trasparenza mai vista prima. Anche perché alcuni atti sono vagliati direttamente da alcuni cittadini e prima ancora che noi sappiamo della presenza di certi documenti. Alcune determine di routine dei dirigenti che sfuggono al controllo mio e della maggioranza vengono passate al setaccio dai cittadini». Stoccate finali: «Non accetto l’atteggiamento che aveva qualche consigliere in passato che paventa una denuncia e non la fa – chiosa Cuomo -. Sembra quasi che uno vuole minacciare. Le minacce non le accettiamo. Se pensa qualcosa si rivolga all’autorità competente, io non temo niente e nessuno. Qualora dovessi essere personalmente indagato andrò a giustificare il mio operato».


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