Scafati. Indagato dall’Antimafia, la difesa di Filippo Sansone

Scafati. Indagato dall’Antimafia, la difesa di Filippo Sansone

Scafati. Indagato dall'Antimafia, la difesa di Filippo Sansone

Scafati. Si dice sereno e fiducioso nell’operato della magistratura. A poche ore dalla perquisizione effettuata dalla Dia di Salerno presso la sua abitazione, Filippo Sansone ha affidato al suo profilo Facebook le prime impressioni su quanto accaduto. Una ricostruzione dei fatti che già la prossima settimana il professionista scafatese ribadirà al sostituto procuratore della Dda di Salerno, Vincenzo Montemurro. «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho ricevuto dalla Dia un avviso di garanzia e la settimana prossima sarò ascoltato dal pm Montemurro – il messaggio pubblicato sui social -. Sono entrati in casa mia e nel mio studio molto cortesemente e con modi gentili e hanno rispettato la mia persona e la mia famiglia. Hanno ricevuto da me tutte le delucidazioni del caso e le stesse le ripeterò davanti al magistrato. Hanno rinvenuto e portato via alcuni documenti riguardanti la Scafati Sviluppo spa ed alcune informazioni sulla mia attività di professionista». 

Accertamenti che non sembrano preoccupare il professionista scafatese, indagato per scambio elettorale politico-mafioso, ma convinto di aver agito sempre in modo lecito. «Sono sereno e sicuro di aver fatto tutto nel rispetto della legge e nel rispetto delle mie funzioni di amministratore delegato e presidente del collegio sindacale – ribadisce Sansone in merito agli incarichi ricoperti alla Scafati Sviluppo -. Sono convinto e certo che la verità della mia innocenza sulle cose che mi sono state contestate sarà accertata e ho pieno fiducia nel pm Montemurro e nella polizia giudiziaria che hanno svolto il loro lavoro in modo corretto e professionale».

Sansone, per un breve periodo, ha ricoperto l’incarico di assessore allo Sport durante il primo mandato da sindaco di Pasquale Aliberti. Successivamente era stato nominato prima amministratore delegato della Scafati Sviluppo e poi presidente del collegio sindacale. Incarichi su cui, adesso, indaga la Dda.


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