Torre del Greco, il sindaco “minaccia” gli alleati: «Io vi ho creato, io vi distruggo»

Torre del Greco, il sindaco “minaccia” gli alleati: «Io vi ho creato, io vi distruggo»

Torre del Greco, il sindaco “minaccia” gli alleati: «Io vi ho creato, io vi distruggo»

Torre del Greco. Una riunione incandescente per provare a serrare i ranghi della maggioranza. Con le buone oppure con le cattive. Perché adesso non è rimasto tempo per dubbi e perplessità: la spada di Damocle dei debiti fuori bilancio da approvare in consiglio comunale incombe sulla squadra di governo cittadino, così come lo spettro della corte dei conti di Napoli. La settimana della verità per il sindaco Ciro Borriello si apre all’insegna delle tensioni, figlie di un malcontento generalizzato all’interno della coalizione.

L’ottimismo dell’ex deputato di Fi
Eppure, al proprio arrivo a palazzo Baronale, il primo cittadino non aveva nascosto il proprio ottimismo: «La crisi con gli alleati? Non ci sono problemi: come sempre, troveremo una soluzione», le parole del leader locale del centrodestra prima di sparire lungo le scale d’accesso alla sua stanza in municipio. Un’apparente serenità, tradita da un’espressione del viso tesa e inquieta. Perché, a dispetto della fiducia di facciata, l’ex deputato di Forza Italia pronto a lasciare il Comune per provare la scalata al parlamento sembra consapevole della “missione impossibile” a cui è chiamato in consiglio comunale.

Lo scontro con i fedelissimi
Non a caso al summit urgente convocato a palazzo Baronale sono state registrate diverse assenze eccellenti: a partire da Francesco Cuciniello – a Roma con i marittimi – e Luigi Caldarola, il soldato di via Lamaria rientrato in coalizione a dicembre e subito in rotta di collisione con il sindaco per le (mancate) scelte politico-programmatiche. E chi c’era – come Gabriella Palomba, fino a oggi sempre allineata alle posizioni del primo cittadino – non ha mancato di sollevare obiezioni sulla legittimità e la correttezza delle procedure adottate da giunta e amministrazione comunale. Parole capaci di fare esplodere Ciro Borriello, arrivato a “minacciare” gli alleati: «Io vi ho creato, io vi distruggo – l’avvertimento urlato dal leader locale del centrodestra agli alleati -. Adesso basta con le manfrine: o votiamo i debiti fuori bilancio oppure raccogliete le firme per la sfiducia e andiamo tutti a casa». Una sfuriata capace di fare calare il gelo sulla coalizione, con il solo Felice Gaglione – il “caponiano” a corrente alternata – pronto a contrastare l’entrata a gamba tesa del primo cittadino.

La strategia e i numeri
L’affondo di Ciro Borriello ha lasciato ulteriori strascichi all’interno della maggioranza, già praticamente spaccata in due tronconi. D’altronde, i fatti sono sotto gli occhi di tutti: le precedenti due sedute del consiglio comunale si sono chiuse per mancanza di numero legale, con il primo cittadino costretto a rinunciare all’approvazione delle ratifiche relative alle delibere approvate dalla giunta con i poteri dell’assise e al via libera ai debiti fuori bilancio. E a oggi la situazione – sotto il profilo squisitamente numerico – non sembra differente: la “maggioranza” di Ciro Borriello non raggiunge gli 11 voti, un numero insufficiente per andare in aula. Di qui, l’ordine di scuderia dell’ex deputato di Forza Italia agli alleati: «Il prossimo consiglio comunale, salvo recuperi in extremis, si dovrà svolgere in seconda convocazione», l’indicazione del leader locale del centrodestra. Un trucchetto già utilizzato a marzo, chiaro segnale dell’attuale debolezza dello “sceriffo” di via del Monte. Non a caso, l’idea della seconda convocazione potrebbe non bastare e il leader locale del centrodestra potrebbe cercare qualche provvidenziale stampella tra gli esponenti della minoranza. Opposizione sulla carta “forte” di 10 voti – compresa la baby politica Annalaura Guarino, l’ex fedelissima passata al gruppo misto dopo la cacciata del padre dall’esecutivo – ma, in pratica, già in diverse occasioni falcidiata dalle assenze. Basti pensare agli impegni professionali capaci di tenere Nicola Donadio lontano dall’aula per quattro volte di fila oppure gli acciacchi e i ritardi di cui sono rimasti recentemente vittime Lorenzo Porzio del Pd e Domenico Maida di Idv. Insomma, il quadro – a cinque giorni dalla prima convocazione – sembra ricco di ombre. Ombre su cui ora aleggia la “minaccia” del sindaco ai suoi fedelissimi: «Io vi ho creato e io vi distruggo». Dentro o fuori. Senza scampo.
twitter: @a_dortucci


ULTIME NEWS