Boscoreale, caccia ai furbetti della Cosap: inviati 340 avvisi di riscossione

Boscoreale, caccia ai furbetti della Cosap: inviati 340 avvisi di riscossione

Boscoreale, caccia ai furbetti della Cosap: inviati 340 avvisi di riscossione

Boscoreale. In arrivo 340 avvisi di pagamento per la Cosap, la tassa relativa al canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. La norma, introdotta da qualche anno, prevede che chiunque intenda occupare suolo pubblico deve essere munito di regolare concessione. Le concessioni di occupazione del suolo pubblico, in base alla durata, si distinguono in temporanee (di durata inferiore a un anno) e permanenti (di durata superiore all’anno).

In molti casi, però, la stessa tassa non viene regolarmente pagata da quelle attività che, quotidianamente, occupano il suolo pubblico. E così l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Balzano, per far fronte anche a un bilancio che fa acqua da tutte le parti, ha deciso di combattere l’evasione fiscale e di recuperare quanti più soldi possibile per rimpinguare le casse comunali. 

Così ha iniziato a inviare gli avvisi di accertamento relativi agli 2012 e 2013, quelli che cioè rischiano di andare in prescrizione, per un totale di 340. Attività che dovrebbe portare a un incremento di 34.600 euro circa nelle casse dell’ente.

Contestualmente, sono state inviate anche 300 ingiunzioni di pagamento per altrettante famiglie che da anni non pagano la tassa sui rifiuti. Un’azione di recupero pressante che dovrebbe portare, almeno in parte, al recupero di un’evasione fiscale che si aggira attorno ai 700mila euro. Una vera e propria mazzata per il Comune di Boscoreale che, nei prossimi dieci anni, rischia di vedersi sottratti dalle casse comunali circa 7 milioni di euro. Un rischio troppo elevato, considerata anche la situazione economica disastrosa in cui versa il Comune con un disavanzo in bilancio di circa 20 milioni di euro. 

L’obiettivo dell’amministrazione è quello di  recuperare il 30% degli evasori che da anni non pagano la tassa sui rifiuti. Agli stessi “furbetti” sono stati già inviati gli avvisi per ben due volte, prima dell’ingiunzione di pagamento. Subito dopo scatteranno i pignoramenti dei beni. 

In tal senso, l’amministrazione è disponibile a rateizzare le somme dovute proprio per venire incontro alle esigenze degli utenti. In molti casi, infatti, sono state accumulate somme per svariate migliaia di euro, che non tutti possono pagare. Subito dopo si passerà ai pignoramenti. 

In quest’ultimo caso, però, la situazione non appare così semplice come potrebbe sembrare. La quasi totalità dei morosi, infatti, risiede nei due Piano Napoli, laddove le abitazioni sono di proprietà del Comune e spesso chi ci abita risulta nullatenente. In altri casi ancora, chi vive negli alloggi di residenza pubblica non ha nemmeno i requisiti e, spesso, risulta anche sconosciuto al fisco. Per risolvere la problematica, è stato così avviato un censimento dei residenti per verificare i requisiti di ognuno di loro. In molti casi, c’è chi non paga il canone di affitto degli alloggi da oltre dieci anni e l’idea della giunta Balzano è quella di procedere con lo sgombero coatto. 


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