Camorra: minacce e pestaggi, pizzo di 75 euro per le slot machine

Camorra: minacce e pestaggi, pizzo di 75 euro per le slot machine


Chiunque volesse installare slot machine in un bar o locale di Mondragone (Caserta) doveva pagare 75 euro ad apparecchio al clan camorristico locale. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Dda di Napoli e dei carabinieri della Compagnia di Mondragone che questa mattina ha portato all’arresto di 32 persone (per un’altra e’ stato disposto il divieto di dimora in Campania e Lazio) tra le province di Caserta, Latina, Napoli, Milano e Pisa. Un’operazione che, per gli inquirenti, dovrebbe avere fortemente indebolito il clan “Fragnoli-Pagliuca-Gagliardi”, attivo a Mondragone e nel Basso Lazio, soprattutto a Formia e nei comuni limitrofi, dove ha nello spaccio di droga e nelle estorsioni il suo core business. Nell’ultimo anno sono stati numerosi i blitz realizzati proprio a Mondragone ma la cosca, che ha ereditato il potere della famiglia La Torre, e’ sempre riuscita ad organizzarsi, facendo leva spesso su giovanissimi, specie per la vendita della droga. Determinanti nelle indagini si sono rivelate le dichiarazioni di collaboratori di giustizia. I provvedimenti di carcerazione hanno interessato i capi del clan, tutti gia’ detenuti, come il 54enne Mario Fragnoli, il 63enne Mario Pagliuca o lo stretto congiunto Sergio Pagliuca di 29 anni. Erano loro, per gli inquirenti, a sovrintendere a tutte le attivita’ illecite e a imporre le tangenti di 75 euro sull’installazione di ogni slot machine in citta’; in una circostanza, e’ emerso, un imprenditore e’ stato selvaggiamente picchiato da esponenti del clan e minacciato di essere estromesso dal mercato cittadino tanto da essere costretto a pagare la somma per poter installare gli apparecchi in un bar. Un’ordinanza in carcere e’ stata notificata anche al 46enne Vittorio Vitale, ritenuto il gestore della piazza di spaccio, specie di cocaina e crack, ubicata tra Mondragone e Castel Volturno, nella localita’ di Pescopagano, nota alla cronaca per gli incidenti avvenuti nell’estate del 2014 tra residenti italiani e immigrati africani. La droga, hanno accertato gli inquirenti, veniva acquistata a Napoli, in particolare nei quartieri di Secondigliano e Fuorigrotta. Erano alti anche i compensi pagati agli spacciatori; per ogni 25 dosi vendute, i capi-piazza percepivano 500 euro, i pusher 200; i carabinieri guidati da Lorenzo Chiaretti hanno anche installato delle telecamere nella zona dello spaccio accertando decine di cessioni di droga.


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