Pompei, il caso del conto svuotato alla prof in pensione: «Nessuna tutela, la Banca risarcisca»

Pompei, il caso del conto svuotato alla prof in pensione: «Nessuna tutela, la Banca risarcisca»

«Nessuna tutela, la Banca risarcisca»

Pompei. Una scoperta quasi casuale che ha dato il via a una battaglia alla ricerca della verità. Con un’intera famiglia decisa a ottenere giustizia. A Pompei c’è sconcerto dopo la diffusione della notizia del raggiro di cui è stata vittima la professoressa Pina Lamberti Sorrentino, oggi 86enne. «Quale tutela esiste per una persona anziana come mia madre che ha affidato i suoi risparmi al Banco di Napoli e ora si trova con il conto svuotato?», si interroga uno dei figli dell’anziana molto conosciuta e stimata in città.

La vicenda è venuta alla luce lo scorso mese di aprile quando, nel corso di un prelievo al bancomat, è emerso che il conto della professoressa in pensione era stato completamento svuotato. Fatte le dovute verifiche, i figli hanno scoperto che nelle settimane precedenti erano stati incassati una serie di assegni di vari importi.

Immediata è scattata la denuncia alle forze dell’ordine. I familiari hanno avviato le verifiche sul conto per ricostruire i prelievi di denaro effettuati a insaputa della donna. Quattro gli assegni incassati nel giro di una settimana, di cui uno dell’importo di addirittura 20mila euro.

Le firme su quegli assegni erano false, hanno denunciato i figli della donna: «In quei giorni, inoltre, mia madre aveva un tutore al braccio in seguito a un incidente». «Si tratta di una donna anziana. Ha 86 anni e non utilizza i servizi di internet banking», spiega amareggiato il figlio Mariano che, insieme ai fratelli, si è rivolto a un avvocato per far seguire la delicata vicenda. La loro intenzione è di chiedere il risarcimento delle somme prelevate e il prossimo 31 maggio tenteranno una mediazione con la filiale di Pompei. «La cosa che ci fa più male è l’assoluta mancanza di tutela nei confronti di mia madre, una persona indifesa che ha subito una vera e propria violenza», continua Mariano Lamberti, «senza che qualcuno fiatasse. Di fronte a un assegno di 20mila euro non sarebbe doveroso effettuare una verifica con il correntista?». La famiglia Lamberti si è messa in contatto con diversi esperti del settore per capire come sia stato possibile che la sequenza anomala di incassi non abbia acceso alcun campanello di allarme presso l’istituto bancario: «Qualcuno ha prelevato tutti i soldi sul conto, noi siamo convinti che esista un obbligo di verifica in capo alla Banca e andremo fino in fondo per ottenere il risarcimento dei risparmi di una vita». 


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