Elezioni, l’analisi del professore Prisco: «Qui mancano uomini e leader»

Elezioni, l’analisi del professore Prisco: «Qui mancano uomini e leader»

Elezioni, l'analisi del professore Prisco: «Qui mancano uomini e leader»

Editorialista, professore universitario, avvocato e fine politologo. Salvatore Prisco è stato sempre una voce fuori dal coro. Dall’alto della sua cattedra alla Federico II ha analizzato e studiato le evoluzioni politiche in Campania e in Italia negli ultimi decenni. Dai partiti di militanza a quelli di facciata, dal fenomeno dei populismi alla grande illusione della Città Metropolitana. Una delle crociate di Prisco, 67 anni e non sentirli. 

Professore, l’area metropolitana di Napoli è ricca di bellezze e contraddizioni. Perché prevalgono sempre i problemi sulle eccellenze?

«Sono convinto che i Comuni devono far rete altrimenti l’area metropolitana di Napoli fallisce. Io ho portato avanti una battaglia. Non capisco perché deve essere il sindaco di Napoli il massimo rappresentante della Città Metropolitana e non si possono organizzare delle elezioni dirette. Purtroppo la legge stabilisce questo e dobbiamo accettarlo». 

Ma è davvero la politica il grande male di questa terra? Cosa si aspetta dalle elezioni comunali in città così importanti come Portici, Torre Annunziata e Pompei?

«Questa è una zona che ha varie identità. Ha avuto un passato industriale, ha dei porti, ha la realtà dell’archeologia. Però non riesce a fare rete. Io spero che possa emergere una classe politica locale migliore di quella che è emersa negli ultimi 10-15 anni. Non mi pare di vedere in giro grandi personalità. Persone in grado di cambiare la visione generale delle cose, di dare un respiro nuovo a questo territorio nel breve periodo».

Sì, ma cosa può fare la politica per riscattarsi? Per dare nuovo slancio ad un’area martoriata dalla miseria?

«La politica ha il compito di assecondare la ricettività attrattiva di questa zona attraverso ogni strumento possibile. L’Hub di Pompei e il potenziamento delle vie del mare sono buoni segnali in questo senso. La politica deve creare le strutture necessarie e puntare su un grande investimento culturale oltre che sulle aziende di alta tecnologia poco impattanti sul territorio. Questo, a mio avviso, è il nostro futuro». 

Ed è ancora possibile crederci?

«Ne sono convinto con tutte le mie forze. La grande ricchezza del nostro territorio è rappresentata dall’archeologia e dal mare». 

Professor Prisco oggi sono state presentate le liste elettorali. Ci sono anche casi in cui destra e sinistra vanno a braccetto e sostengono lo stesso candidato.

«Per favore non mi parli di partiti. Io credo che sia un momento in cui tutto è spappolato. I partiti di massa e di militanza non esistono più. A Torre Annunziata, ad esempio, ci sono stati numerosi cambi d’idea e posizioni.  Ci sono realtà molto fluide la gente colloca le proprie fortune ora qua ora là». 

Un assist ai populisti?

«I populismi sarebbero positivi se facessero rinsavire il tradizionale ceto politico. In queste piattaforme private, però, il problema è chi comanda l’accesso alla piattaforma. Guardate ad esempio i grillini. I populismi sono la segnalazione del male. Rappresentano un sintomo ma non la cura ai problemi della politica e del nostro Paese». 


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