Delitto della scafatese Attruia, il compagno accusato di concorso in omicidio

Delitto della scafatese Attruia, il compagno accusato di concorso in omicidio

Delitto della scafatese Attruia, il compagno accusato di concorso in omicidio

Scafati/Ravello. Un colpo di scena atteso, quello che ieri il pubblico ministero Cristina Giusti ha riservato per il 51enne Giuseppe Lima: per lui concorso in omicidio, insieme a Vincenza Dipino, del delitto di Patrizia Attruia la scafatese di 48 anni uccisa e nascosta in una cassapanca a marzo del 2015 in un appartamento di Ravello. 

La Corte di Assise di Salerno (presidente Massimo Palumbo), dopo aver escluso in maniera definitiva l’ipotesi che la vittima sia stata sedata con uno specifico medicinale prima di essere assassinata, come riferito venerdì dai periti della Dipino nominati dagli avvocati  Marcello Giani e Stefania Forlani, ha dato l’input al titolare dell’inchiesta per cambiare il capo di imputazione a carico di Giuseppe Lima (è detenuto, come la Dipino, in carcere a Fuorni): quella morte era arrivata in seguito a un arresto cardiaco derivato «in maniera riflessogena dalla compressione del cricoide (cartilagine della laringe). Non più favoreggiamento e occultamento di cadavere ma un’accusa ancora più grave. 

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