Squadra multi-etnica al “Santa Teresa”: a Salerno vince ancora l’accoglienza

Squadra multi-etnica al “Santa Teresa”: a Salerno vince ancora l’accoglienza

Squadra multi-etnica al "Santa Teresa": a Salerno vince ancora l'accoglienza

Salerno. Un pallone, un gruppo d’amici e la voglia di mettersi in gioco in uno dei luoghi simbolo di Salerno, davanti a tanta gente che ogni sera affollerà le tavolette in legno di Salifornia. Dal 25 giugno tornerà ad accendersi la magia del torneo di Santa Teresa, la manifestazione di beach soccer che da tanti anni, ben prima che il “calcio sulla sabbia” diventasse un fenomeno internazionale, chiama sull’arenile più famoso del centro centinaia di salernitani. Un mese tra rovesciate e “papere” dei portieri, seguito con grande partecipazione dai salernitani, da sempre legati a una delle manifestazioni più sentite della città.

Quest’anno, però, c’è un motivo in più per apprezzare gli sforzi di organizzatori e partecipanti. Tanto da rendere ancora una volta Salerno città dell’accoglienza, capace di scacciare e sdoganare ogni tipo di pregiudizio su chi è “diverso”. Per la prima volta, infatti, tra le 24 squadre partecipanti al torneo ce ne sarà anche una multietnica. Cinque giovanissimi ragazzi africani delle associazioni Prometeo 82 e Arci – Ibrahim Bah, Moussa Cissoko, Aliou Diallo, Mohamed Dore e Aly Diallo i loro nomi – indosseranno la maglietta del team “Stammece Accort” affiancando Giampiero Rinaldi, Michele de Angelis, Alessandro Manzo, Simone Zirpoli e Lucio Orlando, gli altri componenti della squadra che, siamo sicuri, attirerà le simpatie dei calorosi supporters “sempre presenti” di Santa Teresa, quelli che fra un morso a una pannocchia bollita e un tuffo in mare al tramonto, sapranno tributare tanti applausi a una squadra simbolo di una Salerno sempre più integrata e meno integralista. L’annuncio “ufficiale” è arrivato ieri quando, sulla pagina social del torneo di Santa Teresa, è comparso un simpatico video di presentazione del team, realizzato da Vincenzo Luca Forte e Giovanna Testa. Un pallone, un gruppo d’amici e la voglia di mettersi in gioco in uno dei luoghi simbolo del centro. Basta poco per render sempre di più Salerno città dell’accoglienza.


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