Edenlandia, il progetto precipita: il parco rischia di non riaprire

Edenlandia, il progetto precipita: il parco rischia di non riaprire

Edenlandia, il progetto precipita: il parco rischia di non riaprire

“Se entro un mese e mezzo non abbiamo ancora ottenuto l’agibilità per aprire riconsegniamo le chiavi dell’Edenlandia”. Più che un aut aut quello di Cosimo Barbato, coordinatore dei lavori della New Edenlandia, la coordata di imprenditori che ha rilevato la società fallita, è il quadro shock di come stanno realmente le cose. Altro che ennesimo rinvio, il parco di divertimenti di Fuorigrotta ora rischia di non riaprire affatto. Giallo sul progetto fantasma, guerra su competenze e sui parcheggi e infine spunta anche l’ostacolo della Sovrintendenza: il progetto del ritorno di Edenlandia sta per naufragare . “Se non si incassa, è insostenibile andare avanti” aggiunge ancora Barbato a margine della Commissione Lavori, presieduta da Vincenzo Solombrino riunitasi per fare il punto sullo stato dell’arte e sulla riapertura dell’Edenlandia. Dopo una prima ora di calma e collaborazione apparente la riunione si trasforma in uno scontro tra la società da una parte e Comune e Mostra d’Oltremare dall’altra.

Il nodo della Sovrintendenza

Decisivo per il futuro del parco sarà l’incontro di oggi tra la New Edenlandia e la Sovrintendenza che tra le prescrizioni ha chiesto alla società di abbattere l’ex ristorante Spizzico, diversamente non darà alcun nulla osta per riaprire le porte del parco. Il costo della demolizione si aggirerebbe intorno ai 250mila euro e la New Edenlandia vorrebbe rimandarla. Ultimo in termini di tempo ma non unico nodo da sciogliere, a partire dal progetto e dal cronoprogramma.

Il giallo del progetto. L’assessore: “Mai ricevuto”

 “Non abbiamo mai ricevuto alcun progetto dell’Edenlandia, se ce lo presentate magari possiamo anche dare un parere e pure la soddisfazione di metterci un timbro a chi lavora al Comune ” dice sarcastico l’assessore all’Urbanistica, Carmine Piscopo. “Nemmeno uno straccio di carta” rincara la dose l’amministratore delegato della Mostra, partecipata del Comune, Giuseppe Oliviero. Ma Barbato non ci sta. “L’abbiamo consegnato alla Commissione provinciale e anche alla Mostra con tanto di protocollo che lo dimostra” replica. Giallo sul progetto, mentre si delinea sempre più chiaramente che i ritardi stanno per tradursi nell’ennesimo buco nell’acqua. La pavimentazione è stata completata all’ottanta per cento, l’amianto ritrovato rimosso e acquistate anche altre sette nuove giostre, ma nessuna risposta sui tempi di riapertura alla domanda del presidente della Commissione Ambiente, Marco Gaudini.

Guerra sui parcheggi e il rischio contenzioso

Anche perché per certi aspetti la società ci vede sempre di più un investimento a perdere. “Il biglietto sarà a due euro, ma parcheggiare ne costerà cinque, non ha senso” tuona Barbato che aveva chiesto alla Mostra di trasformare l’area dell’ex cinodromo in parcheggio ricevendo un secco ‘no’. Anche perché la Mostra già dispone di un’area di sosta a pagamento affidata ad un’altra società, di qui il conflitto. “Abbiamo tollerato abbastanza forse la New Edenlandia non ha la capacità economica di portare avanti i lavori – è la risposta al veleno dell’ad della Mostra – a questo punto lo ammetta e si trovi una soluzione, piuttosto che incorrere anche in contenziosi”.

Lavoratori in salvo

Insomma più che decollare il progetto precipita. Unici in salvo sembrerebbero i lavoratori, in tutto 53. I 18 sono stati assunti nonostante ha sottolineato la New Edenlandia tra loro alcuni non avessero le professionalità richieste per i lavori del parco. Per tutti gli altri, per cui il 31 maggio scadono gli ammortizzatori ,l’assessore al Lavoro, Enrico Panini ha assicurato che saranno messe in campo delle misure di assistenza fino alla loro riassunzione concordate con il sindacato.


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