Spari alla Sagra dell’Annunziatella, la vendetta per una lite: la vittima scampata già a 2 raid in 5 mesi

Spari alla Sagra dell’Annunziatella, la vendetta per una lite: la vittima scampata già a 2 raid in 5 mesi

Spari alla Sagra dell'Annunziatella, la vendetta per una lite: la vittima scampata già a 2 raid in 5 mesi

Spari tra la folla alla Sagra del carciofo all’Annunziatella: continuano a tambur battente le indagini della polizia per catturare il giovane che ha sparato contro un coetaneo, vero obiettivo del raid, ma ha colpito per errore due ragazze di 20 e 23 anni rimaste ferite alle gambe con prognosi di 15 e 20 giorni a testa. 

Tra mille “non so e non ho visto”, nonostante la sparatoria sia avvenuta davanti a molti testimoni, gli investigatori del commissariato stabiese, coordinati dal primo dirigente Paolo Esposito e dal sostituto commissario Alberto Berrino, hanno ricostruito il quadro entro cui è maturato il grave episodio che poteva avere conseguenze ben peggiori visto la folla che aveva partecipato al concerto di Tony Tammaro a chiusura del tradizionale appuntamento rionale. 

La vittima

G.C. 19 anni è un volto già noto alle forze dell’ordine. Piccoli precedenti, ma non è questo il motivo per cui il suo nome è già comparso nelle cronache durante gli ultimi mesi: era lui, infatti, il ragazzo che lo scorso 11 dicembre rimase vittima di un altro raid. Allora era all’interno di un noto bar del lungomare di corso Garibaldi dove venne raggiunto da un uomo, con il volto coperto e la pistola in pugno, che gli sparò contro due colpi ferendolo a una gamba e ad un’anca. Le indagini della polizia si concentrarono su una lite avvenuta poco prima tra due gruppi di ragazzi in piazza Ferrovia, uno dei punti di maggiore aggregazione giovanile in città. Il copione sarebbe stato assai simile anche stavolta, sebbene con una maggiore distanza temporale tra azione e reazione. Gli spari alla Sagra del Carciofo dell’Annunziatella sarebbero stati la risposta a una lite avvenuta circa un mese tra due comitive che frequentano il rione CMI. G.C. frequenta la zona di via Venezia e avrebbe provocato in modo assai pesante colui che gli ha poi sparato domenica sera. Una “testa calda” che negli ultimi mesi si sarebbe fatta parecchi nemici. 


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