Ex Molini, crociata anti-vendita: il M5S scrive al ministro Franceschini

Ex Molini, crociata anti-vendita: il M5S scrive al ministro Franceschini

Ex Molini, crociata anti-vendita: il M5S scrive al ministro Franceschini

Torre del Greco. Dai banchi del consiglio comunale di palazzo Baronale alla scrivania del ministro Dario Franceschini, delegato ai beni e alle attività culturali e al turismo. Non si ferma la battaglia politica per “salvare” gli ex Molini Meridionali Marzoli dalla vendita ai privati. A due settimane dal via libera della maggioranza targata Ciro Borriello all’inserimento del complesso di via Calastro all’interno dell’elenco dei beni alienabili del Comune – primo passo per avviare qualsiasi tipo di trattativa – e in attesa delle iniziative popolari annunciate dal movimento civico nato a marzo per difendere il “simbolo” di Torre del Greco, l’onorevole Luigi Gallo presenta interroga il Mibact per verificare la legittimità delle procedure adottate dalla squadra di governo cittadino guidata dall’ex deputato di Forza Italia. «Lo scempio avviato dal sindaco Ciro Borriello ai danni della città è inaccettabile – la premessa del deputato del Movimento 5 Stelle –  Per fare cassa, si è deciso di svendere al miglior offerente gli ex Molini Meridionali Marzoli: un’alienazione illegittima, perché calpesta la ‘culturalità’ dell’unico esempio di architettura industriale del territorio. Si tratta di un contenitore di scienza e capacità imprenditoriale che il Mibact, la soprintendenza e lo stesso Comune dovrebbero tutelare anziché cedere al migliore offerente».

Di qui, la decisione di scrivere a Dario Franceschini per chiedere se il suo dicastero abbia verificato la legittimità delle scelte politiche adottate dall’attuale amministrazione comunale. «Il ministro – sottolinea Luigi Gallo – ci dovrà spiegare se ritiene che la vendita dei Molini Marzoli non sia un palese caso di speculazione ai danni dei cittadini, visti gli interventi di ristrutturazione e valorizzazione del sito finanziati con fondi comunitari e comunali».

Infine, un passaggio proprio sulla sollevazione popolare provocata dall’ipotesi-vendita: «A difesa della struttura – conclude l’esponente del M5S – si è costituito in città un Fronte popolare contro l’operazione del Comune che ha l’obiettivo fraudolento di assicurare enormi vantaggi economici a discapito dei cittadini».


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