Massacro nella cabina telefonica, graziati i boss di Ercolano

Massacro nella cabina telefonica, graziati i boss di Ercolano

Massacro nella cabina telefonica, graziati i boss di Ercolano

Ercolano. Tre ergastoli cancellati, di cui due per i super boss del clan Birra-Iacomino e sconti di pena per l’affiliato reo confesso. Si chiude con un mezzo colpo di spugna il processo di secondo grado per l’omicidio di Nicodemo Acampora, uomo ritenuto vicino al clan Ascione-Papale ucciso nel giugno del 2001 in una cabina telefonica di via IV Novembre a Ercolano. 

Ieri mattina, la seconda sezione della Corte d’Assise d’Appello del tribunale di Napoli ha, infatti, assolto Giovanni Birra e Stefano Zeno dall’accusa di aver dato il via libera all’omicidio commissionato dal boss pentito Costantino Iacomino. Birra e Zeno – entrambi già condannati al carcere a vita per altri delitti (Zeno deve scontare 10 ergastoli) e reclusi al regime del 41 bis – avevano incassato l’ergastolo in primo grado.

Ma l’assoluzione dei due super boss della faida di Ercolano non è l’unico colpo di scena del processo d’Appello. Uno degli imputati, Ciro Stavolo – accusato di aver aiutato i killer a individuare la vittima designata – ha reso dichiarazioni spontanee durante l’udienza. «E’ vero ho partecipato a questo omicidio e chiedo scusa alla famiglia di Acampora». Una confessione che è valsa a Stavolo – difeso dall’avvocato Ferdinando Striano – una sostanziosa riduzione di pena. L’uomo del clan di via Cuparella – al pari dei boss della cosca – aveva portato a casa in primo grado una condanna all’ergastolo. Verdetto tramutato in una pena di 18 anni e 8 mesi.

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