Porto-parking, scelto il project financing. Il sindaco di Sorrento: «Chance unica, basta indugiare. Ok a fondi della Regione»

Porto-parking, scelto il project financing. Il sindaco di Sorrento: «Chance unica, basta indugiare. Ok a fondi della Regione»

Porto-parking, il Comune di Sorrento sceglie il project financing e avrà 8 milioni dalla Regione. Il sindaco: «Occasione unica, non si può indugiare»

Il percorso pedonale meccanizzato di Sorrento si farà soltanto attraverso la formula del project financing. Perché il Comune di Sorrento non è al momento nelle condizioni di poter coprire la metà dei costi – otto milioni di euro – nonostante la Regione Campania sia pronta ad accollarsi il restante 50 per cento delle spese complessive pari a 16 milioni a patto che si attui proprio un project finanzino. Ma il progetto da tradurre in realtà sarà quello già messo a punto anni fa dagli uffici del Comune e non invece quello del potenziale “socio” privato che intenderà partecipare al bando e quindi occuparsi della gestione della “pepita” d’oro di Sorrento. E’ ciò che è venuto a galla dall’incontro tra maggioranza, opposizione e tecnici comunali a proposito proprio del collegamento tra il porto di Marina Piccola e il parcheggio comunale Achille Lauro attraverso ascensori e scale mobili. A Sorrento l’opinione pubblica ne discute da tempo: in tanti si sono schierati contro i privati, anche per l’offerta presentata di recente dalla società Compagnia dei giovani srl dell’imprenditrice turistica Anna Acampora. Tra la fazione pubblica ci sono (quasi) tutti i consiglieri comunali di opposizione, associazioni e movimenti civici oltre a tanti semplici cittadini. Di diverso avviso invece la giunta e i propri sostenitori che intendono costruire il percorso meccanizzato al più presto consapevoli della mancanza di possibilità di fondi pubblici e di ulteriori risorse comunali a disposizione. «Bisogna fare in fretta, è un’opera troppo importante per Sorrento» è il mantra ripetuto in municipio dai colonnelli vicini al sindaco Giuseppe Cuomo. Lo stesso primo cittadino, questo pomeriggio – dopo una seduta di giunta in cui è stata approvata una delibera con cui l’esecutivo dà l’ok alla stipula del protocollo d’intesa con Regione Campania e Acamir per incassare gli otto milioni – è laconico in un comunicato stampa: «La Regione Campania ci ha offerto una grande opportunità che non possiamo perdere, per raggiungere un obiettivo che tutte le amministrazioni precedenti avevano perseguito: trasformare Sorrento in una città pedonale – spiega  Cuomo – Le modalità di gara e i progetti da prendere in considerazione saranno i passi successivi da fare, coinvolgendo la massima partecipazione. Il finanziamento previsto ci permetterà di realizzarla in pochissimo tempo, qualora dovessimo farlo insieme a privati. Questo non significa far perdere alla struttura la valenza di opera pubblica. Infatti sia gli orari e sia i costi di percorrenza staranno stabiliti dal Comune. A questo proposito, daremo incarico ad un tecnico di valutare l’incidenza del 49 per cento coperto dalla Regione Campania. Del resto è sotto gli occhi di tutto il grande risultato dell’impianto della villa comunale, che è un fiore all’occhiello della città e che è stato realizzato in soli quattro mesi.  Siamo all’inizio di un percorso che comunque non sarà breve, ma non dobbiamo ulteriormente indugiare: è la città che ce lo chiede».

Tenta di riepilogare la situazione dalla minoranza Francesco Mauro, segretario locale del Pd nonché esponente di opposizione: «Il vincolo per il project financing previsto dal protocollo d’intesa con la Regione è stato il punto più dibattuto – dice Mauro -. Ho affermato che l’assenza di questo vincolo, cioè aprendo la possibilità di realizzazione con un ventaglio di possibilità, compreso lo stesso project finanzino, ci consentirebbe di poter svolgere le scelte con più serenità e tranquillità, in piena trasparenza e senza avere strade obbligate. Ci consentirebbe di analizzare per bene il progetto e le criticità e successivamente scegliere la modalità ottimale (pubblica/privata) di realizzazione dell’opera nell’interesse dei cittadini. Purtroppo nessuno spiraglio si è aperto in tal senso». E il canone e la durata della gestione da concordare con il privato? «Questi elementi saranno vagliati da un gruppo di lavoro, aperto anche alla minoranza, che dovrà istruire in consiglio le proprie risultanze prima di inserire il progetto nel piano triennale delle opere pubbliche. A mio avviso questo argomento è poco convincente. Il voto in consiglio comunale sarà sempre condizionato dalla spada di Damocle degli otto milioni di euro. In pratica, qualsiasi proposta arriverà in consiglio comunale, sia essa conveniente o meno per i cittadini, dovrà essere approvata, pena l’essere additati come coloro che vogliono perdere il finanziamento regionale».


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