Parco Urbano a Torre Annunziata, prima pietra ma il progetto sarà stravolto

Parco Urbano a Torre Annunziata, prima pietra ma il progetto sarà stravolto

Parco Urbano a Torre Annunziata, prima pietra ma il progetto sarà stravolto

 

 L’ennesima farsa pre-elettorale di Starita è un comunicato stampa che ha il sapore della beffa. «Lunedì si posa la prima pietra del parco urbano» e ovviamente una sfilza di autocelebrazioni acchiappa-voto per Ascione, la sua continuità. Ma la realtà è un’altra. Intanto, le licenze a costruire arrivano con un ritardo di dieci anni, che farebbe arrossire di vergogna il più sfacciato degli amministratori. E poi Starita è un po’ come il non invitato che si imbuca al matrimonio dal banchetto succulento, organizzato dai fratelli Negri e dai loro soci. In più ci sono due precisazioni doverose che il sindaco “scaduto” non menziona nel suo comunicato. La prima: il parco urbano, o quello che sarà, non è un’opera pubblica ma è un progetto totalmente privato, nell’idea e nei capitali, visto che gli amministratori, comunali e sovracomunali (molti del Pd), sono riusciti a bruciare tutti i fondi pubblici stanziati dal contratto d’aria in poi. La seconda: la posa della prima pietra è una farsa anch’essa, perchè il progetto che sarà realizzato non ha nulla a che fare con quello presentato. Le autorizzazioni a costruire sono state concesse su un progetto superato per evitare ulteriori intoppi burocratici. Insomma, si inizia ben consapevoli di dover apportare varianti sostanziali, quanto meno dal punto di vista architettonico. Senza contare i dubbi legati alla bonifica, che in parte è stata fatta e in parte no. Per essere realisti, il parco urbano, o quello che sarà, è solo un embrione. Certo, Torre spera che un giorno verrà alla luce, ma la strada è lunga. Forse saremmo arrivati al traguardo se solo Starita si fosse svegliato in tempo. 

Sulla vicenda arriva anche la dura critica del candidato sindaco della coalizione dei moderati Ciro Alfieri. «Permettere l’apertura di un parco commerciale nell’area ex Tecnotubi Vega di via Plinio senza far prima partire la bonifica, è un vero e proprio atto da irresponsabili da parte di questa amministrazione. L’ultimo della sua sciagurata vita che verrà fatto a soli cinque giorni dalla fine del proprio mandato». L’area industriale dismessa di via Plinio è una bomba ad orologeria: dal 2006 gli imprenditori sono in fila per ottenere un semplice permesso a costruire che solo ora, il Comune ha rilasciato, «in cambio di un taglio del nastro per la prima pietra, uno scatto fotografico sperando di agevolare il Partito Democratico» tuona invece l’ex city manager del Comune Vincenzo Sica. Ma il vero problema resta la grana della bonifica, patata bollente ora nelle mani dell’imprenditore. 

 «Sono diversi i motivi per cui questo intervento, fatto in questi termini, rappresenta un grave atto contro la comunità cittadina – spiega ancora il candidato dei moderati Alfieri – per prima cosa significa mettere a rischio la salute dei cittadini di quella zona. L’intera area deve essere assolutamente bonificata. In superficie sono diversi gli spazi dove sono presenti elementi strutturali in amianto. Soprattutto bisogna capire cosa è stato interrato all’interno di diverse zone dell’area, perchè nonostante pare sia stata certificata la salubrità dell’area i fatti dimostrano un alto tasso di neoplasia che continuano ad essere registrate in quella zona». 

Alfieri è convinto che quell’area rappresenti una vera e propria bomba ecologica di cui l’amministrazione doveva farsi carico non demandando la bonifica ad un’azienda privata che ha interessi economici e necessità di concludere i lavori in tempi rapidi. «Un’amministrazione seria – continua – non può permettere la posa della prima pietra senza pretendere la bonifica dell’intera area. Una bonifica demandata alla ditta che si occuperà dei lavori senza però capire in quali termini verrà realizzata. Una task force di esperti indipendenti che valutasse l’effettiva fattibilità sotto il punto di vista sanitario del progetto». Poi l’ex vicesindaco incalza senza mezzi termini aggiunge:«Per anni i materiali inquinanti delle attività precedenti e successivamente di chi ha scaricato o interrato lì abusivamente di tutto, complice l’assoluta assenza di controllo da parte dell’amministrazione che ha girato la testa dall’altra parte. È da criminali l’atteggiamento di Starita che, pur di racimolare voti nell’ultima settimana di mandato, mette a rischio la salute dei cittadini dell’area. La nostra unica speranza è rappresentata dalla magistratura e dalle forze dell’ordine di cui chiediamo un intervento immediato prima che sia troppo tardi per la salute delle persone di via Plinio». 


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