Caos trasporto sociale a Poggiomarino, gli operatori incrociano le braccia. In strada 200 tra disabili e minori

Caos trasporto sociale a Poggiomarino, gli operatori incrociano le braccia. In strada 200 tra disabili e minori

Caos trasporto sociale a Poggiomarino, gli operatori incrociano le braccia

Sono stanchi, arrabbiati e delusi. La lettera inviata al sindaco di Poggiomarino due settimane fa non ha sortito alcun effetto. I quattro lavoratori disperati di Poggiomarino non hanno ricevuto un attestato di solidarietà, una telefonata o un sms dal primo cittadino. Si sentono abbandonati. Oltre a quello non ricevono lo stipendio da 5 mesi ormai. Spettanze arretrate che la Cooperativa per cui sono assunti non riesce a versare e attende che l’Ambito 26 – l’organo che affida alle aziende del territorio il servizio di trasporto sociale per 7 Comuni dell’area Vesuviana – rimpingui le casse della ditta che anni fa si aggiudicò la gara. Un empasse burocratico che va avanti da mesi e che li penalizza. Perché se oggi il servizio sarà sospeso causerà l’ennesimo mare di disagi per gli utenti. I quattro operatori del trasporto sociale oggi non effettueranno alcun viaggio, incroceranno le braccia e si presenteranno all’esterno del Comune di Poggiomarino. Per protestare, ovviamente. E per farsi ascoltare.
«Ci fermiamo, basta non ce la facciamo più», continuano a ripetere da ieri pomeriggio al termine dell’incontro decisivo. Quello in cui hanno deciso di incrociale braccia. «Sappiamo che quello che ci apprestiamo a fare causerà dei disagi – ripetono i 4 lavoratori – ma purtroppo non riusciamo a lavorare più in maniera tranquilla».

 

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