Il crollo di Fi e il peso delle inchieste, il caso Campania sul tavolo di Silvio

Il crollo di Fi e il peso delle inchieste,  il caso Campania sul tavolo di Silvio

Il crollo di Fi e il peso delle inchieste, il caso Campania sul tavolo di Silvio

Le vicende giudiziarie della famiglia Cesaro ed i deludenti risultati elettorali in provincia di Napoli hanno riportato sul tavolo di Berlusconi il caso Campania.

Di qui le grandi manovre di “autodifesa” con alleanze che sarebbero apparse impensabili appena qualche mese fa. I parlamentari napoletani sanno bene che solo il nome di Mara Carfagna riscuote credibilità per una riorganizzazione che porti al rilancio del partito in regione e così, temendo di perdere posizioni soprattutto in vista delle candidature per le prossime politiche, hanno fatto partire  il “fuoco amico” nei confronti dell’ex ministro per le Pari Opportunità.

Eppure solo la candidatura della stessa Mara Carfagna alle ultime elezioni amministrative di Napoli Forza Italia ha evitato di essere tortalmente travolta dal flop di Gianni Lettieri. Proprio nelle elezioni della scorsa primavera Mara Carfagna, nonostante l’ostilità dell’europarlamentare Fulvio Martusciello, superò le 6.000 preferenze.

E chi sperava che Mara Carfagna  dopo le elezioni avrebbe rinunciato a svolgere il proprio ruolo di consigliere comunale non solo è rimasto deluso ma si è ulteriormente preoccupato. Di qui l’alleanza tra Fulvio Martusciello ed il capogruppo in Regione Armando Cesaro. I due non si sono lasciato sfuggire l’occasione fornita dal deludente risultato di Forza Italia a Nocera Inferiore per attaccare Mara Carfagna dimenticando che la stessa da più di due anni non solo non ha alcun in carico di partito in provincia di Salerno ma si è dedicata, oltre che all’impegno  di portavoce del gruppo forzista alla Camera, proprio a Napoli dove con il consenso raccolto e la continua opposizione a De Magistris ha rianimato un partito   sfiancato anche dalla scelta, rilevatasi fallimentare, di affidare il coordinamento di Napoli città al parlamentare di Marigliano, Paolo Russo.

Il caso Acerra: Forza Italia con il Pd

La strategia del nascondimento (presentare liste civiche senza il simbolo di Forza Italia) non ha risparmiato sconfitte brucianti ad Armando Cesaro, Fulvio Martusciello e Severino Nappi.

Ad Acerra il binomio Martusciello-Nappi si è persino superato non riuscendo a presentare una lista con il simbolo di Forza Italia ma ripiegando (scelta condivisa dai Cesaro e Paolo Russo) su una lista Forza Acerra sostenendo la candidata a sindaco, segretaria locale del Pd, Amalia Montesarchio. La lista Forza Acerra, ad Acerra che conta 50mila abitanti,  ha ottenuto solo 1401 voti, il 4,4% nonostante Martusciello e Nappi si siano spesi con comizi e incontri in città.Ed al danno si è aggiunta la beffa perché l’unico seggio conquistato è andato a Domenico Zito (già in procinto di tornare tra le fila del sindaco Udc Raffaele Lettieri) mentre Giovanni Carlo Esposito, sostenuto da Severino Nappi e Fulvio Martusciello, si è fermato a 351 voti. Magro “bottino” per un ex assessore regionale oggi consigliere (Nappi) ed un ex assessore regionale oggi europarlamentare (Fulvio Martusciello)

Il tracollo di Forza Italia nell’area nolana

E Paolo Russo, sempre più assediato dal Pd e dai centristi, nell’area nolana, sgomita (sempre d’intesa con Martusciello e Armando Cesaro ed il finto disinteresse di Luigi Cesaro) per conquistare nuovi ruoli proprio a Salerno. Aspirazione, quest’ultima, più che mai improbabile visto lo stato in cui versa Forza Italia nell’area di competenza di Paolo Russo: nella sua Marigliano ha perso due anni fa le elezioni al Comune a favore del Pd con Antonio Carpino; a Nola il sindaco Geremia Biancardi (che a sua volta aspira velleitariamente ad un seggio alla Camera) è quotidianamente in bilico con la sua Giunta e per tenere in vita la maggioranza (dopo il passaggio da Forza Italia all’Udc dei consiglieri Carmine Pizza, Luciano Parisi e Salvatore Notaro) si è piegato alla singolare richiesta di nominare il vicesindaco ogni tre mesi. Ma adesso Biancardi sarebbe finito in un vicolo cieco perché in pochi credono che Cinzia Trinchese – donna forte della maggioranza per la sua appartenenza alla popolare famiglia di una “paranza” dei Gigli, a Nola purtroppo funziona così…- fresca di nomina a vicesindaco si dimetta alla scadenza dei tre mesi. E poiché dovrebbe subentrarle  l’ex  forzista Luciano Parisi, appare difficile che Biancardi possa reggere alla reazione dell’Udc ad un eventuale “arroccamento” della Trinchese. Tra l’altro le manovre di avvicinamento della Trinchese  al consigliere regionale piddino Mario Casillo  sono iniziate con la candidatura del suocero, Franco Nardi, con il Partito Democratico nelle ultime elezioni a Saviano.

E Paolo Russo, dopo aver perso Camposano, Cicciano, Roccarainola, aver conquistato alle ultime elezioni solo la piccola Tufino, rischia di vedere naufragata anche la maggioranza nolana e con essa i sogni parlamentari del sindaco Geremia Biancardi…

Il caso Striano

A confermare lo stato confusionale del Pd napoletano c’è infine il singolare caso Striano dove nell’aprile scorso è stato nominato commissario cittadino di Forza Italia, Giuseppe Maccarone, assessore della giunta di centrosinistra a guida Pd con il sindaco Rendina.

Vane le proteste di iscritti e simpatizzanti di Forza Italia: a Napoli fanno finta di nulla. Intanto il commissario Maccarone in una sua intervista ha già chiatito come la pensa: “il modello di amministrazione locale da seguire è quello del presidente Enzo De Luca”. In perfetta sintonia c on il sindaco Rendina. Peccato che sia del Pd.


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