Crisi rifiuti a Ercolano: licenziamento in arrivo per 11 netturbini, esplode la protesta

Crisi rifiuti a Ercolano: licenziamento in arrivo per 11 netturbini, esplode la protesta

Crisi rifiuti a Ercolano: licenziamento in arrivo per 11 netturbini, esplode la protesta

Ercolano. Come se non bastassero i disagi relativi alla raccolta dei rifiuti e il dramma della terra dei fuochi, un’altra mazzata si abbatte sul settore della nettezza urbana a Ercolano. Un terremoto che rischia di infiammare l’estate bollente all’ombra del Vesuvio. 

La Buttol srl, l’impresa che si è aggiudicata il maxi-appalto da 30 milioni di euro per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti in città, ha deciso di avviare le procedure per il licenziamento di 11 operai. Una riduzione di personale che interesserà 4 impiegati, 2 capisquadra e 5 netturbini. A comunicarlo, attraverso una nota ufficiale indirizzata al Ministero del Lavoro, alla giunta regionale e alle sigle sindacali è la stessa impresa con sede legale a Sarno. 

Alla base della decisione – come scritto nella breve relazione di 6 pagine – due motivazioni: «contenere i costi del personale nei limiti del capitolato d’appalto e ridurre il numero di dipendenti addetti al cantiere entro livelli maggiormente rispondenti alle esigenze organizzative della società». La Buttol afferma che gli “esuberi” sarebbero necessari anche perché le procedure amministrative vengono di fatto svolte dalla sede centrale dell’impresa. Una “patata bollente” che – sempre come scritto nella nota dell’impresa – sarebbe già stata oggetto di discussione in sede di passaggio di cantiere all’indomani dell’affidamento del servizio dalla stazione unica appaltante. «A ottobre 2016 – il succo del documento – nel procedere all’assorbimento di tutti i dipendenti della Multiecoplast (la vecchia ditta ndr) la ditta si riservava di valutare l’acquisizione del citato personale in relazione alle proprie esigenze». Il tutto perché sarebbe emerso – secondo la Buttol – un «divario tra i costi di gestione presentati dalla stazione appaltante e quelli reali».

Abbastanza, secondo l’impresa, per ritenere «assolutamente indispensabile» il licenziamento collettivo degli 11 lavoratori in esubero. 

Una decisione capace di mandare su tutte le furie i sindacati e soprattutto impiegati e netturbini che ora rischiano di finire in mezzo ad una strada. «La nostra sigla sindacale – afferma Ciro Bernardo coordinatore regionale di Fit Cisl – ha avviato già numerose vertenze e diversi stati di agitazione in questi mesi. Sono tante le mancanze, da noi puntualmente denunciate, come ad esempio locali spogliatoi che ancora oggi non possono ospitare tutti i lavoratori, la mancanza di vestiario e, cosa più importante, la mancanza di accordi di secondo livello, le decurtazioni e le anomalie continue nelle buste paga dei lavoratori. Abbiamo ottenuto anche un incontro in Prefettura per discutere di questa situazione, ma nulla è cambiato, anche se grazie al grande senso di responsabilità dei lavoratori la differenziata è cresciuta fino al 60%. L’avvio della procedura di licenziamento da parte di Buttol è la ciliegina sulla torta. Gli 11 esuberi di fatto non ci sono (ricordo che il capitolato d’appalto e la delibera del Consiglio Comunale prevedono 107 dipendenti e ad oggi ne risultano circa 105 in servizio). Per cui oltre al vizio nell’iter procedurale, contesteremo la procedura anche nel merito nelle sedi opportune».

I sindacati hanno anche inviato – ieri mattina – una lettera alla Buttol e al sindaco Ciro Buonajuto per chiedere un incontro in tempi brevi, al massimo per lunedì. Intanto il 14 luglio la Fit Cisl Campania, con il segretario generale Alfonso Langella è stata promotrice, assieme a Cgil, Cisl, Uil e Fiadel della mobilitazione che culminerà con lo sciopero generale dei netturbini. E tra le imprese accusate dai sindacati di «abusi e vessazioni nei confronti dei lavoratori» c’è anche la ditta che gestisce la raccolta a Ercolano.


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