Torre del Greco, i dissidenti sfidano il sindaco: sì alla decadenza, ma no a Stilo

Torre del Greco, i dissidenti sfidano il sindaco: sì alla decadenza, ma no a Stilo

Torre del Greco, i dissidenti sfidano il sindaco: sì alla decadenza, ma no a Stilo

Torre del Greco. «Sì alla decadenza, ma solo  alle nostre condizioni». E’ il messaggio inviato al sindaco Ciro Borriello dai franchi tiratori della maggioranza, pronti a “impallinare” il vice Romina Stilo in vista del semestre di fine mandato a palazzo Baronale. Comincia in salita la strada dell’ex deputato di Forza Italia al parlamento: la prima scelta del chirurgo plastico con la passione per la politica per strappare una candidatura alle prossime politiche – appunto, la decadenza – rischia di scatenare l’ennesimo terremoto politico all’interno della coalizione uscita vincitrice dalle elezioni del 2014.

La riunione dei dissidenti

Perché il super-gruppo di dissidenti guidato dalla strana coppia formata dal politico-ultrà Pasquale Brancaccio e dal “camaleonte” Ciro Piccirillo non sembra intenzionato a facilitare la scalata del leader locale del centrodestra: «Se vuole andare a Roma, ci deve lasciare in condizioni di governare la città», il concetto intorno a cui ruotano le ambizioni dei franchi tiratori della maggioranza. Pronti – alla vigilia dell’incontro convocato da Ciro Borriello in municipio – a organizzare una riunione per mettere nero su bianco il “conto” da presentare al primo cittadino per votare l’eventuale decadenza in consiglio comunale. Seduti intorno al tavolo – insieme alla strana coppia di pasdaran della prima ora – si sono ritrovati Stefano Abilitato, Carmine Gentile e Ciro Guida. Presente, inoltre, l’ex assessore Ferdinando Guarino – padre del consigliere comunale Annalaura Guarino, oggi formalmente all’opposizione – invitato in qualità di semplice “auditore”.

La fronda anti-Stilo

Al centro della discussione sono finiti i vari scenari ipotizzati dal sindaco Ciro Borriello. Dall’idea decadenza per traghettare l’amministrazione comunale, attraverso il vicesindaco in carica, al voto del 2018 – una strategia da mettere in campo entro la metà di agosto – al gesto estremo delle dimissioni, entro settembre per provare la corsa in parlamento oppure entro marzo per andare in ogni caso alle urne con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato. «Se dobbiamo votare la decadenza, dobbiamo avere la certezza di portare avanti la nostra azione politica», il tasto su cui hanno battuto in modo particolare Pasquale Brancaccio e Ciro Piccirillo. Tradotto: la first lady Romina Stilo deve essere messa da parte. E, perché no, l’intera giunta deve essere rivista in base alle “esigenze” del super-gruppo.

La reazione del sindaco

Le successive  defezioni all’incontro “ufficiale” promosso dal sindaco e le indiscrezioni arrivate all’orecchio di Ciro Borriello sulla strategia decisa da Pasquale Brancaccio & co. avrebbero immediatamente innescato la reazione dell’ex deputato di Forza Italia. «Si dovessero realmente presentare con una proposta del genere – la contromossa del primo cittadino, confessata solo ai suoi (restanti) fedelissimi – potrei decidere di rassegnare subito le dimissioni e mandare tutti a casa. Poi vedremo chi sarà capace di essere nuovamente eletto consigliere comunale».


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