Lima Ultra, il cloud diventa privato

Lima Ultra, il cloud diventa privato

Lima Ultra, il cloud diventa privato

In un’epoca in cui sembra non vi sia mai abbastanza spazio per archiviare la nostra vita digitale, siamo tutti affascinati dal concetto che è alla base del Personal Cloud Storage – la possibilità di memorizzare e accedere ai dati ovunque ci si trovi e da qualsiasi dispositivo (computer, tablet o smartphone) –  eppure molti evitano le soluzioni on line (iCloud, Dropbox, OneDrive, Google Drive, ecc.) perché temono, per ragioni di sicurezza e/o privacy, di mettere i propri files su server che non possono controllare direttamente e si trovano chissà in quale parte del mondo. Per fornire un’alternativa a questi utenti “prudenti” ma anche a chi vuole contenere i costi, la start-up Lima Technology nel 2013 ha lanciato un dispositivo che consente a chiunque, in modo estremamente semplice, di “farsi in casa” un Personal Cloud, avendo a disposizione soltanto un hard-disk USB (al massimo di 7 TB) ed una presa Ethernet sul router collegato ad Internet. Con una campagna su Kickstarter furono raccolti 1.2 milioni di dollari per il Lima Original, acquistato poi da oltre 60.000 clienti e vincitore di 4 CES Innovation Awards.

Lima Ultra è l’evoluzione di quel dispositivo, una seconda generazione, frutto dei feedback raccolti negli ultimi 2 anni, che eredita intuitività e semplicità della precedente versione, migliorando l’esperienza d’uso con un incremento di velocità e sicurezza.

Poco più grande di un pacchetto di sigarette (misura 4×9,9×2 cm, pesa 152 g), Lima Ultra si presenta come una scatoletta dal design minimal, in plastica di colore bianco e azzurro, con alle estremità, da una parte, una porta USB-A per collegare l’hard-disk, dall’altra, una porta RJ-45 per il collegamento Gigabit alla LAN e l’ingresso per l’alimentatore (fornito in dotazione, insieme al cavo di rete). All’interno l’hardware vede la presenza di un processore Quad-Core a 1.5 GHz e di 512 MB di RAM.

Bastano tre facili passaggi per installarlo: 1) si collega prima il dispositivo alla LAN, 2) poi l’alimentazione, 3) quindi dal sito install.meetlima.com si scarica il software Lima su un PC (Windows, Mac o Linux) collegato alla LAN, si lancia e, seguendo le istruzioni a video, si connette l’HD alla porta USB. Durante il nostro test, abbiamo concluso questa procedura di configurazione in meno di 5 minuti.

Al termine dell’installazione sul PC si ha un disco virtuale, Lima (L:), dove, ogni volta che si aggiunge un file, lo stesso viene memorizzato sull’HD collegato a Lima, liberando memoria sul PC, dove il file apparirà ancora, ma senza occupare spazio. Questo avviene sfruttando una tecnologia, chiamata Hologram Files, grazie alla quale i files appaiono con i rispettivi nomi, informazioni e miniature ma non sono fisicamente presenti sul PC (a meno che non si opti per averne una copia offline), e, quando li si apre, vengono trasmessi in streaming, nel caso si tratti di contenuti multimediali (foto, musica, video),  oppure trasferiti, sfruttando una modalità Torrent multi-source, in cui tutti i dispositivi connessi al Lima Ultra concorrono in parallelo a velocizzare la trasmissione del file richiesto. Grazie ad una cache intelligente, inoltre, i files più utilizzati vengono memorizzati in locale per essere immediatamente accessibili.

Quanto detto finora è valido, oltre che per i PC, anche per smartphone e tablet, con sistema operativo iOS o Android, su cui occorre scaricare un’app gratuita, molto ben fatta, che integra un player musicale e uno video, e consente di settare un’opzione per cui quando si scatta una foto o si registra un video, gli stessi vengono automaticamente caricati sul Lima Ultra.

Sul fronte della sicurezza c’è da segnalare che i dati vengono memorizzati sul disco e trasmessi, da e verso il Lima Ultra, in forma criptata usando il protocollo militare AES, che consente solo ai dispositivi autenticati di decifrarli mediante una chiave asimmetrica dedicata.

Per essere ancora più tranquilli, sarebbe opportuno avere gli stessi dati salvati in due posti diversi, per questo esiste la possibilità di aggiungere allo stesso account un secondo Lima, dove vengono copiati tutti i contenuti dal primo e poi viene fatto il back up continuo dei nuovi file memorizzati. In questo modo, se, malauguratamente uno dei dispositivi Lima o dei dischi rigidi si rompe, l’altro conserva tutto.

Lima Ultra, il cloud diventa privato

Il funzionamento del sistema Lima Ultra è senza sbavature quando si opera all’interno della stessa LAN, dove anche lo streaming di video HD o 4K avviene senza alcun buffer. Quando si è in esterno, soprattutto se si opera con rete dati radiomobile, possono esserci dei rallentamenti, soprattutto nello streaming, legati alla qualità delle connessioni, sia quella locale che l’ADSL a cui è collegato il Lima Ultra, con particolare riferimento all’ampiezza della banda in upload. Nulla di drammatico e riteniamo comunque sia superabile con la crescente diffusione delle connessioni FTTC (Fiber To The Cabinet).

A fronte di questa eventuale piccola defaillance, sono molteplici ed evidenti i vantaggi offerti da Lima Ultra, che permette di creare una soluzione di storage cloud personale nel giro di pochi minuti, spendendo una tantum 129,99 Euro, a cui va aggiunto il solo costo dell’HD da collegare. Un prodotto che ci sentiamo di consigliarvi se volete liberarvi dai canoni mensili dei servizi on line (2 TB su Dropbox costano 120 euro all’anno) con la tranquillità psicologica di avere i dati “a portata d’occhio”.


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