Rimborsi Asl non dovuti, ecco i centri incriminati

Rimborsi Asl non dovuti, ecco i centri incriminati

Rimborsi Asl non dovuti, ecco I centri incriminati

Richieste di rimborsi illeciti che l’Asl ha pagato anche quando i centri non erano convenzionati con un danno alla sanità campana di un centinaio di milioni di euro. Per ora sono tredici le strutture private sanitarie di Napoli e provincia finite nel mirino della Guardia di Finanza per aver chiesto e ottenuto dall’Asl somme non dovute per le prestazioni riguardanti la riabilitazione definita grave, da quella post incidente all’autismo. Migliaia, come anticipato da Metropolis, i documenti e le fatture – per un periodo che va dal 2003 al 2016 – che le Fiamme Gialle stanno passando al setaccio dopo i blitz della settimana scorsa all’Asl Napoli 1, Nord e Sud. Spuntano i nomi dei primi centri coinvolti, alcuni anche molto noti tra cui  l’Arco Felice nella splendida cornice di Marechiaro, la Casa di Cura Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana fino all’Associazione per assistenza agli spastici di Cicciano, alla Primula a Poggiomarino e l’Onlus Arco Felice di Vico Equense. A pagare per i milioni bruciati, il dolo e la negligenza, in tanti. In primis i cittadini che continuano a vedersi interrotta l’assistenza sanitaria, i dipendenti dei centri a rischio licenziamento e quelli che nonostante la buona condotta si vedranno ridotti i rimborsi.

Il sistema illecito da Napoli a Sorrento: le 3 modalità

Tre le modalità del sistema illecito diffuso da Napoli fino a Sorrento e altrettanti i filoni d’indagine a cui stanno lavorando una cinquantina di uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, guidato dal colonnello Giovanni Salerno insieme ad altri reparti del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Alcuni centri medici hanno domandato i rimborsi pur avendo superato i tetti di spesa previsti dal contratto con l’Asl che li ha comunque concessi, altri hanno chiesto l’adeguamento tariffario in base alla delibera Iovino del 2009 (dal nome dell’allora commissario ad acta) e l’hanno ottenuto benchè quella delibera fosse stata annullata da una sentenza del Consiglio di Stato. Infine, ma non ultimo, il rimborso che alcuni centri privati hanno domandato e sono riusciti ad avere dall’ Asl pur non essendo convenzionati.

“Solo l’inizio, tanti i centri sospetti”: l’inchiesta si allarga

Per la Guardia di Finanza “E’ solo l’inizio, i centri privati che potrebbero aver adottato questo sistema sono tantissimi”. Ecco perché l’indagine è solo alle prime battute e si allargherà presto ad altre strutture di Napoli e provincia ed anche ad altre città della Campania. “Fenomeni illeciti diffusi a macchia di leopardo” e su cui al termine delle indagini delle Fiamme Gialle Corte dei Conti e Procura valuteranno i danni erariali e le responsabilità.

Tremano i dirigenti Asl, le Fiamme Gialle: “Nessun controllo”

A tremare ora sono i centri privati e i dirigenti dell’Asl, cui spetta il controllo e che presto potranno essere sentiti per spiegare i rimborsi non dovuti. “Per diversi anni, gli enti pubblici non sono stati in grado di dotarsi di uno strumento che consentisse di controllare, in maniera concreta ed efficace, se le richieste di rimborso presentate dai centri convenzionati per i servizi sanitari resi fossero effettivamente supportate dall’esistenza di un correlato credito, se le fatture emesse fossero relative a prestazioni effettivamente rese, se la cifra richiesta fosse quella dovuta e se fosse stata già pagata”.

La falla scoperta nel 2016 con Portici e Ercolano

Una falla e un sistema emersi l’anno scorso con l’indagine della Corte dei Conti, curata dal sostituto procuratore Ferruccio Capalbo sul Centro diagnostico Plinio che ha due sedi una a Portici e l’atra ad Ercolano e del centro Terapia fisica Silvia a Portici. Allora l’Asl liquidò prestazioni non autorizzate, anche con fatture che portavano diciture generiche. A settembre il sequestro per beni del valore di 2,7 milioni di euro, a fronte di un danno erariale di 11 milioni di euro. Da qui la scoperta di un altro sistema che presto darà vita ad un altro filone d’indagine: quello dei centri che non contenti oltre all’Asl, nel frattempo si sono rivolti alle società di factoring, raddoppiando così le somme incassate.

 I 13 centri nel mirino

ASL Napoli 1 Centro

Aias Arco Felice Onlus (Napoli)

Centro Flegreo (Napoli)

ASL Napoli 2 Nord

Aias Arco Felice Onlus (Casoria)

Serena Sas (Marano)

Panda (Arzano)

Asl Napoli 3 Sud

Neapolisanit (Ottaviano)

Centro Riabilitativo (Pompei)

Di.Pa (Lettere)

Cem Casa di CUra Santa Maria Del Pozzo (Somma Vesuviana)

Centro Fisiovesuviano (San Gennaro Vesuviano)

Aias Associazione Italiana per assistenza spastici Onlus (Cicciano)

La Primula (Poggiomarino)

Aias Onlus Arco Felice (Vico Equense)


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