Stupro a Pimonte, il parroco scarica il sindaco: «Bambinata? Ragazzina vittima di peccato mortale»

Stupro a Pimonte, il parroco scarica il sindaco: «Bambinata? Ragazzina vittima di peccato mortale»

Prete contro il sindaco: «Vittima di un peccato mortale»

“Ma quale bambinata? Ciò che è stato fatto ai danni di quella ragazza è un reato. Ed è un peccato mortale. Chi ha offeso lei, ha offeso anche Dio”. Don Gennaro Giordano, parroco a Pimonte, commenta così le parole del sindaco Michele Palummo, che ha prima definito “una bambinata” lo stupro di gruppo di un anno fa ai danni di una ragazzina, e poi ha chiesto scusa. Ciò detto, però, don Gennaro – parroco della comunità di San Michele Arcangelo – difende Pimonte dai giudizi diffusi tra media e web dopo la notizia della “fuga” in Germania della 16enne che un anno fa fu vittima di violenze da parte di un branco di coetanei. “Non siamo un paese di bruti”, dice il parroco sottolineando che la comunità si è stretta intorno alla giovanissima vittima degli abusi. Tanto che, a suo avviso, la ragazzia non vorrebbe affatto allontanarsi da Pimonte. Mensa dei poveri, sport e musica. In un anno, dopo l’orribile esperienza che ha vissuto, la ragazza – racconta il parroco – ha partecipato alle attività delle tre associazioni, laiche e religiose, che afferiscono alla parrocchia San Michele. “La ragazzina e la sua famiglia sono ancora qui – sottolinea don Gennaro – Anche ieri sera, con i volontari di “Soloperamore”, ha distribuito del pane ai clochard di Napoli. Poi ha fatto sport con l’associazione “Giovanni Paolo II”. Infine, ha studiato musica insieme con l’associazione Lunarmonica”. Ma lo scorrazzare per il paese di coloro che erano stati gli autori degli abusi sulla figlia avrebbe indignato i genitori della giovane fino a esprimere la volontà di espatriare. Tre di questi ragazzi, su richiesta degli assistenti sociali, sono stati affidati dal parroco di San Michele ad attività di servizio per il prossimo. “Uno di loro è alla Casa Maria per l’assistenza ai disabili psichici – elenca don Gennaro – un altro è alla Parrocchia di Tralìa, dove cura un campetto sportivo. Un terzo è qui con noi, nell’associazione Giovanni Paolo II, ma ha orari che non lo fa mai incrociare con la ragazza. Anche lui cura delle attrezzature sportive”.


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