Otto morti nell’inferno di Torre Annunziata. Lo strazio nella notte dei soccorsi disperati. Ora s’indaghi senza sosta

Otto morti nell’inferno di Torre Annunziata. Lo strazio nella notte dei soccorsi disperati. Ora s’indaghi senza sosta

Otto morti nell'inferno di Torre Annunziata

«C’è qualcuno?». La richiesta straziante cerca di attraversare il buio delle macerie per raggiungere un palpito di vita. Che non c’è. «C’è qualcuno?». Soltanto silenzio. Quello del fondo fatto di detriti e pezzi di vita rimasti incastrati tra polvere, tufo e solai spezzati: un orsetto di peluche, la ghirlanda di Natale ancora con una pallina dorata appesa che chissà in quale ripostiglio era stata stipata a gennaio e invece ora si mischia con la tragedia. Soltanto silenzio. Quello invocato con un megafono dai soccorritori che chiedono alle decine di persone che assistono da lontano alle operazioni di scavo di evitare anche il più piccolo brusio. Perché c’è bisogno del silenzio più assoluto per di cogliere il minimo segnale di vita dalle macerie delle Rampe Nunziante. Che dalle 7 del mattino fino alle 17.30 non arriverà. Mai. 

Alle 4 del mattino il conto freddo e spietato delle vittime: tutti morti gli otto dispersi. La palazzina della morte crollata giù sulle Rampe Nunziante non ha lasciato scampo a nessuno, e le speranze si sbriciolano come i solai. Anche l’ultimlo corpo senza vita viene estratto dall’inferno, e allora non restano che lacrime e disperazione. Sono morti i fratellini Salvatore e Francesca Guida (otto anni lui, tredici lei), sono morti i loro genitori: Pasquale e Anna Duraccio. Soono morti Giacomo Cuccurullo, l’esperto di edilizia privata dell’ufficio tecnico di Torre Annunziata, suo figlio Marco e sua moglie Adele Laiola. E’ morta Giuseppina Aprea, che viveva sola. «Qui Dio non esiste», urlano i parenti, mentre una luna tonda e nitida cala sul mare per far posto all’alba. Dopo 24 ore esatte di scavi, restano le macerie e la rabbia. Per le lacrime quasi non c’è più posto. L’immagine della palazzina sventrata che lascia intravedere scene di vita quotidiana è il simbolo dell’inferno che stride con il paradiso che si apre sullo sfondo. Capri, Sorrento, il mare. Ma non ci sarà più nessuno a godersi lo spettacolo della natura dai balconi della palazzina della morte. 

Intanto la Procura ha disposto il sequestro dell’intera palazzina ed ha già acquisto al Comune gli atti relativi alle ristrutturazioni in atto nello stabile. Si indaga per omicidio plurimo e disastro colposo e nelle prossime ore ci saranno i primi nomi iscritti nel registro degli indagati. Intanto i magistrati hanno chiesto di ascoltare chiunque possa ricostruire la storia recente della palazzina venuta giù ieri mattina all’alba e lo stesso procuratore ha annunciato la convocazione di un pool di esperti per valutare ogni singolo aspetto di una tragedia che oggi appare ancora più drammatica di ieri.


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