Vesuvio, l’ombra dei clan dietro i roghi. L’appello del presidente ente parco: «Serve l’esercito»

Vesuvio, l’ombra dei clan dietro i roghi. L’appello del presidente ente parco: «Serve l’esercito»

Vesuvio, l'ombra dei clan dietro i roghi. L'appello del presidente ente parco: «Serve l'esercito»

Torre del Greco/Ercolano. «Dietro gli incendi appiccati sul Vesuvio c’è certamente la mano di criminali ambientali». Non usa esplicitamente la parola camorra, Agostino Casillo. Ma il presidente dell’ente parco – laurea in scienze politiche, ex attivista del collettivo Voce Nueva di San Giuseppe Vesuviano – non si nasconde dietro un dito. Anzi.

Al termine di tre giorni di fuoco e fiamme lungo vari costoni del vulcano più visitato al mondo – inestimabile il disastro ambientale provocato dai vari roghi – il successore di Ugo Leone punta il dito contro gli eco-terroristi, chiedendo pene certe e severe. Non solo: viste le premesse dell’estate, il presidente dell’ente parco nazionale del Vesuvio chiede rinforzi per scongiurare ripetute emergenze.

La conta dei danni

Mentre i canadair del vigili del fuoco sono in volo per tamponare l’ennesima emergenza a Torre del Greco – un rogo divampato in zona Cappella Bianchini – si può iniziare a fare la conta dei danni. La scure del presidente dell’ente parco si abbatte contro i «criminali ambientali che stanno distruggendo il nostro eco-sistema: bisogna inasprire le pene per reati del genere». Nessuna pietà per chi mette a segno raid incendiari ai danni della macchia mediterranea del Vesuvio. «In questi giorni si sono verificati alcuni incendi gravi, tra cui il più grande e disastroso a Ercolano – ricorda Agostino Casillo – Poi, successivamente, sono stati registrati alcuni piccoli roghi a Torre del Greco. Innanzitutto vorrei sottolineare come il lavoro di chi è stato chiamato a spegnere gli incendi sia stato rapido e puntuale: ritengo doveroso ringraziare gli uomini e le donne impegnate su tutti i fronti di fuoco. Come nel caso di Ercolano, dove è stato necessario evacuare le case e mettere al sicuro i cittadini». Sull’origine degli incendi l’ex attivista del collettivo Voce Nueva non sembra avere dubbi: «è difficile non supporre che le fiamme siano state appiccate da criminali ambientali intenzionati a distruggere fauna e flora. Per contrastare l’azione dei piromani abbiamo chiesto maggiori controlli alle forze dell’ordine. Come ente parco non abbiamo competenza nello spegnimento, ma non ci siamo tirati indietro: stiamo assiduamente lavorando a tavoli tecnici per il coordinamento di tutti gli enti che partecipano all’antincendio, stiamo facendo questo tipo di azione già da un diversi mesi perché vogliamo limitare le aree interessate dal fenomeno. Nei prossimi giorni avremo un primo responso sugli effettivi danni provocati dal fuoco e si potrà stabilire quanti ettari di vegetazione sono andati in fumo».

Il pugno di ferro e l’appello

Dopo il disastro degli ultimi giorni si pensa già a pene più severe e a un aumento dei controlli. «Dobbiamo coordinare i soggetti coinvolti nelle operazioni come vigili del fuoco, protezione civile, guardia forestale e Sma Campania, in modo che lavorino in perfetta sinergia – evidenzia Agostino Casillo – I restanti organi di competenza dovranno presidiare il territorio: maggiori controlli daranno la possibilità di individuar e punire i piromani: dobbiamo inasprire le pene perché stanno compromettendo il Vesuvio e l’Italia intera. Ci auguriamo l’arrivo dell’esercito>>.

I danni al turismo

Sotto il profilo turistico, secondo il capo dell’ente parco è stato «limitato l’impatto collaterale sulle strutture ricettive, perché l’accesso al Vesuvio è stato negato per una sola giornata e la situazione attualmente è sotto controllo. Solo a Torre del Greco i pompieri stanno effettuando gli ultimi lanci di bonifica».


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