Concorso per vigili a Torre del Greco: il Pd vuole fermare l’infornata elettorale

Concorso per vigili a Torre del Greco: il Pd vuole fermare l’infornata elettorale

Concorso per vigili a Torre del Greco: il Pd vuole fermare l'infornata elettorale

Torre del Greco. Non c’è pace per le assunzioni di nuovi vigili urbani al Comune di Torre del Greco. Alla vigilia del via alle prove d’esame attraverso cui l’ente di palazzo Baronale conta di rinforzare l’esangue organico del comando di largo Costantinopoli, scoppia – esattamente come in occasione della selezione di 44 istruttori di vigilanza promossa durante il primo mandato da sindaco di Ciro Borriello – la polemica sulle procedure adottate dall’amministrazione comunale per “arruolare” 13 istruttori di vigilanza e sei coordinatori di vigilanza. E i quattro consiglieri comunali del Pd arrivano a chiedere la «immediata sospensione delle prove d’esame in itinere» con l’obiettivo di fare piena luce su una serie di anomalie e presunte illegittimità rilevate dagli esponenti del primo partito del centrosinistra.

La lettera al segretario generale

Dopo la serie di dubbi sollevati la scorsa settimana, i democrat di palazzo Baronale hanno protocollato una lettera indirizzata al segretario cittadino Domenico Gelormini e al dirigente del personale Elio Benevento in cui si chiede ufficialmente il congelamento dei concorsi al fine di «consentire ai partecipanti una più ampia e corretta conoscenza nonché una migliore preparazione alle prove da sostenere». Sì, perché decine di candidati sono stati “allertati” dell’ammissione alle selezioni sono in extremis: «In pratica, non avranno neanche il tempo di ripassare gli argomenti oggetto delle prove», sottolinea Salvatore Romano, capogruppo del Pd in consiglio comunale. Elementare il ragionamento dei democrat: «Il concorso era stato promosso nel 2014, poi è rimasto congelato per circa tre anni: adesso in centinaia dovrebbero affrontare un esame senza la necessaria preparazione». Il lungo stop era stato deciso direttamente dal governo, all’epoca della necessità di ricollocare tutti i lavoratori dell’ex Provincia di Napoli presso gli enti locali: ora la brusca accelerata, caratterizzata da una serie di “provvedimenti” su cui gli esponenti del Pd vogliono vedere chiaro.

Il valzer di sostituzioni

Perché non è solo la tempistica a fare storcere il naso a Salvatore Romano & co. bensì tutta una serie di avvicendamenti e cambiamenti in corso d’opera capaci di fare nascere qualche dubbio sulle procedure adottate dall’amministrazione comunale: «La nostra richiesta – conferma il capogruppo del Pd – nasce dalle ripetute modifiche apportate ai regolamenti per i concorsi negli ultimi anni e alle recenti variazioni della commissioni esaminatrici». Le modifiche in corso d’opera hanno riguardato proprio la commissione esaminatrice, stabilita a giugno del 2015: una triade praticamente stravolta  attraverso un nuovo provvedimento di giunta con cui si è provveduto alla sostituzione di due commissari su tre in base a presunte «modifiche che riguardano le modalità di nomina delle commissioni esaminatrici dei concorsi». Dopo il primo stravolgimento, un nuovo avvicendamento è stato registrato con la sostituzione dell’avvocato Franco Nappo – divenuto incompatibile dopo l’ammissione a scoppio ritardato di un parente – con il vigile urbano Gennaro Russo. «Sarebbe opportuno sospendere le procedure e rivedere i concorsi», concludono gli esponenti democrat.


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