Crollo Torre Annunziata, stretta nelle indagini: verifiche sui documenti della palazzina

Crollo Torre Annunziata, stretta nelle indagini: verifiche sui documenti della palazzina

L'inchiesta: nessun documento sui lavori di ristrutturazione

La magistratura è al lavoro per dare incarico ai medici legali chiamati a seguire le autopsie sui corpi delle otto persone morte nel crollo dello stabile di via Rampa Nunziate a Torre Annunziata (Napoli). Un punto fondamentale per stabilire il giorno in cui verranno eseguiti gli esami autoptici sui corpi dei tre componenti della famiglia Cuccurullo (il padre Giacomo, la madre Adelaide Eddy Laiola e il figlio Marco), della famiglia Guida (Pasquale, Anna e i figli minori Francesca e Salvatore) e dell’anziana sarta Giuseppina Aprea. I cadaveri, dopo essere stati recuperati tra venerdì e ieri, sono ora nell’obitorio, nell’ospedale di Castellammare di Stabia e nel nosocomio di Boscotrecase. Con ogni probabilità domani potrebbero essere conferiti gli incarichi e fissate le date per le autopsie.

Intanto restano concentrati sui lavori di riqualificazione agli immobili posti ai primi due piani dell’edificio crollato le attenzioni della magistratura e degli inquirenti che indagano sulle ragioni del cedimento strutturale che ha provocato la morte di otto persone. Ciò, peraltro, in un contesto nel quale è la storia dell’intero immobile da esaminare. Analisi a tutto campo, dunque. In particolare ora si intende capire cosa stesse avvenendo all’interno dei due appartamenti che affacciano sul lungomare oplontino; anche per questo, oltre alla concessione edilizia dell’intero immobile, dal Comune sono stati consegnati anche tutti gli incartamenti riguardanti la Scia (la segnalazione certificata di inizio attività) per gli interventi in corso nell’appartamento posto al primo piano dell’immobile. Non ci sarebbero, invece, come si apprende, incartamenti relativi ai lavori che si stavano eseguendo nell’unità al secondo piano dello stabile. Nessuna comunicazione, insomma, sarebbe stata data al Comune in merito a tali interventi: “Con le ultime normative – fanno però sapere gli esperti – in caso di lavori ordinari, non c’è bisogno di alcuna comunicazione di inizio attività”. Questo vale per le opere di pavimentazione e rifinitura esterna, non invece quando si abbattono pareti. E qui sta il punto: secondo i racconti resi in questi giorni dai residenti dello stabile e da quelli che si trovano nella palazzina posta nelle immediate vicinanze (anch’essa evacuata a scopo precauzionale), si sarebbero uditi nei giorni precedenti il crollo rumori compatibili con l’utilizzazione di un martello pneumatico. Voci che parlano dell’intenzione di aprire in quello stabile un Bed & Breakfast e di interventi che avrebbero potuto danneggiare strutture portanti dell’immobile. Anche per questo sarà importante da parte della Procura individuare i consulenti tecnici che parteciperanno nei prossimi giorni, insieme con le forze dell’ordine e agli inquirenti, ai controlli sul cratere dove si è verificato il crollo e in particolare nelle parti dell’immobile rimasto in piedi.


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