Condannato per associazione mafiosa e omicidio, ma in permesso premio: tenta un’estorsione a un imprenditore

Condannato per associazione mafiosa e omicidio, ma in permesso premio: tenta un’estorsione a un imprenditore

Condannato per associazione mafiosa e omicidio, ma in permesso premio: tenta un'estorsione a un imprenditore

Castellammare di Stabia. Da 18 anni in carcere e con una lunga pena ancora da scontare. Condannato per associazione mafiosa, omicidio, occultamento di cadavere e detenzione di armi. Arrestato nel 1999 dalla Dia e dagli agenti del Sisde, quando la Criminalpol lo inseriva nella lista dei 500 criminali più pericolosi. Vincenzo D’Apice, 54 anni, era in permesso premio quando il 5 giugno scorso accompagnato da Agostino Cascone, un incensurato, bussò alla porta di un imprenditore di Castellammare per imporre l’assunzione di due persone. Un incubo durato fino a ieri mattina, quando gli agenti della squadra mobile di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Napoli con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.


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