Quagliarella e le case di Sant’Agnello: housing sociale tra intrecci, veleni e tensioni politiche

Quagliarella e le case di Sant’Agnello: housing sociale tra intrecci, veleni e tensioni politiche

Quagliarella e le case di Sant'Agnello: il progetto housing tra intrecci societari, veleni e tensioni politiche

C’è anche Fabio Quagliarella dietro all’operazione di housing sociale di Sant’Agnello. L’attaccante di Castellammare di Stabia, oggi alla Sampdoria in serie A, è il proprietario di Faviad srl. Si tratta di una società (inattiva) che controlla al 50 per cento la Shs srl, committente dei lavori a Sant’Agnello. La Shs risulta essere amministrata da Massimiliano Zurlo e dall’ingegnere Antonio Elefante. L’altra proprietaria di Shs è invece S.A.E.C., storica impresa di proprietà per l’80 per cento dello stesso Elefante ed attualmente amministrata dal figlio di Elefante, il ventiquattrenne Luigi. E’ questo il retroscena che emerge sul progetto che prevede la realizzazione di 52 alloggi in un fondo privato di via Monsignor Bonaventura Gargiulo. 

Il via libera

La costruzione delle case è stata benedetta dall’amministrazione comunale del sindaco Piergiorgio Sagristani nonostante il pesante clima di sospetti. Motivo? L’ex primo cittadino Gian Michele Orlando ha denunciato presunte divergenze tra la convenzione firmata fra Comune ed Shs e quella approvata in consiglio comunale incassando però smentite e annunci di querele. A ciò si aggiungono pure alcune segnalazioni e un esposto mendace circolato su Facebook in cui si ipotizzavano addirittura parentele tra politici locali e assegnatari. Sul caso pende una denuncia di Sagristani presentata al commissariato di polizia di Sorrento. Insomma, il sorteggio per definire le graduatorie preliminari non è bastato a dissipare i dubbi. Tant’è che si è mossa anche la Procura di Torre Annunziata che ha aperto un fascicolo. L’inchiesta, evidentemente, non riguarda tecnici e società. Non solo: non ci sono indagati mentre i carabinieri di Sorrento, delegati alle indagini, analizzano anche il permesso a costruire acquisito di recente.

Intrecci societari

A Sant’Agnello è da settimane che si sussurra dell’interessamento al progetto da parte di Quagliarella. Un focus sulle imprese conferma tutto. La società che sta portando avanti il progetto di housing sociale è la Shs srl forte di un’intesa stipulata con i proprietari di un terreno in zona centrale a Sant’Agnello. La sede legale di Shs è a Castellammare di Stabia, in via Allende 19, ed è stata costituita il 7 aprile dell’anno scorso. Il capitale sociale ammonta a 100mila euro di cui 50mila versati. Attività esercitata? «Costruzione di edifici residenziali e non residenziali». Oltre ad appalti pubblici. Shs annovera due amministratori. Uno è Zurlo. L’altro è Elefante. Lo conoscono in tanti. Sia perché è un professionista competente e autore di grandi progetti privati sia perché in passato ha avuto ruoli importanti in politica. Prima dirigente dell’ufficio tecnico comunale di Piano di Sorrento ed ex candidato sindaco non eletto, poi assessore ai lavori pubblici a Vico Equense con un mandato concluso con la demolizione show dell’Ecomostro di Alimuri nel 2014. Ma chi sono i proprietari di Shs? Una metà della società è di Faviad srl, quella di Quagliarella. L’altra è di S.A.E.C. srl, società di Antonio Elefante amministrata dal figlio dell’ingegnere.

Il ruolo del bomber

In questo contesto spunta proprio Quagliarella. Costituita nel 2008, la Faviad srl vanta un capitale sociale di 62mila euro, ha sede a Castellammare di Stabia e l’amministratore unico è Vittorio Quagliarella, padre dell’attaccante. Oggetto della società? «Acquisto e vendita di beni immobili nonché la loro amministrazione e gestione; la costruzione, la ristrutturazione, la manutenzione e il rifacimento di immobili civili». Il proprietario dell’impresa è l’attaccante mentre la sede legale della società è situata in via Allende 19. Proprio come la società controllata, Shs srl. I cantieri per l’housing sociale stanno per aprire nel cuore di Sant’Agnello con i lavori che, come recita la tabella esterna all’area, verranno svolti dalla società New Electra.

La tensione politica

L’housing sociale è un progetto decisamente importante. Sia per l’impatto visivo ed economico dell’operazione sia perché a detta del sindaco Sagristani rappresenta l’ultima possibilità per rispondere sul serio all’esigenza abitativa che si avverte sul territorio della penisola sorrentina. Ma oltre ai buoni propositi hanno pesato e tuttora pesano anche i tanti intoppi, sia burocratici sia politici, sorti per costruire gli appartamenti. L’ultimo della serie, che non pregiudica affatto la realizzazione del progetto né contiene irregolarità o discrepanze rilevate dalla Procura, incide abbastanza sulla serenità e sulla tenuta dell’amministrazione in pieno sprint per le elezioni 2018. E’ quello che vede protagonista il capogruppo di maggioranza Francesco De Angelis risultato tra i potenziali assegnatari di uno degli alloggi anche perché ritenuto in linea con i requisiti richiesti dal bando pubblico. Questa vicenda, lo scorso maggio, ha provocato un autentico inferno politico. Perché, come dichiarato da Sagristani, «avevo detto pubblicamente ai cittadini che gli alloggi non erano per noi politici». Anche perché, sempre ripercorrendo le ricostruzioni del sindaco, c’era stato un suggerimento – quasi una sorta di diktat – che lo stesso primo cittadino aveva rivolto ai propri assessori e consiglieri comunali prima delle procedure di aggiudicazione delle case. «De Angelis invece ha fatto diversamente e non intendo difenderlo sotto il profilo etico. Sì, è una questione etica». Una scelta, quella di entrare a far parte dei possibili inquilini, che non è piaciuta neppure agli altri attori dell’amministrazione rimasti comunque defilati. Eppure De Angelis ha sempre chiarito che lui non ha fatto nulla di male: «Non sono un appestato, anzi, ho tutti i requisiti e non ci vedo nulla di male. Nessuna irregolarità». 

Inchieste e sospetti

Ma chi sono i futuri proprietari delle case? Gente di Sant’Agnello, famiglie, single, anziani. Ed alcuni esponenti delle forze dell’ordine che operano sul territorio della penisola sorrentina. I carabinieri di Sorrento, diretti dal capitano Marco La Rovere, procedono con gli accertamenti coordinati dal sostituto procuratore di Torre Annunziata Fabrizia Fiore e non escludono alcun tipo di ipotesi di reato anche se non figurano persone iscritte nel registro degli indagati.


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