Napoli sull’orlo del dissesto. Il ministero boccia deMa

Napoli sull’orlo del dissesto. Il ministero boccia deMa

Napoli sull'orlo del dissesto. Il ministero boccia deMa

Ore col fiato sospeso a Palazzo San Giacomo. Convocata per oggi l’udienza della sezione regionale della Corte dei Conti per esaminare se l’amministrazione dopo aver aderito al predissesto ha rispettato gli obiettivi fissati nel piano di riequilibrio pluriennale. E su cui i magistrati contabili  hanno già rilevato diverse criticità. Se il Comune non dovesse passare l’esame, sarà dissesto. E a sottolinearlo è proprio il Ministero dell’Interno a ventiquattr’ore dall’udienza. “Con il grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi ci sarebbero le condizioni perché il prefetto dia al Consiglio comunale un tempo non superiore ai venti giorni per dichiarare il dissesto” scrive il sottosegretario di Stato, Gianpiero Bocci nella risposta all’interrogazione parlamentare del deputato e consigliere comunale Pd, Valeria Valente, arrivata proprio ieri. Nella lettera vengono ripercorse le tappe dal 2012, anno dell’adesione al predissesto, ad oggi. Bocci rimarca che la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali dopo aver esaminato la documentazione finanziaria fornita del Comune ha rilevato “la mancanza di riscontri sulla percorribilità, sui tempi e sugli importi stimati della dismissione del patrimonio” e “la mancanza di un’analisi di mercato per valutare l’attendibilità dell’alienazione delle quote delle società partecipate”. Due aspetti fondamentali: erano queste le leve scelte dall’amministrazione comunale per il risanamento delle casse comunali e per ripianare la massa passiva entro il 2022, conseguendo così gli obiettivi previsti dal piano di riequilibrio. Insomma la sentenza della magistratura contabile non è ancora scritta, ma le parole del ministero sembrano anticiparla. “Questa risposta è la conferma dei ripetuti allarmi e delle preoccupazioni che ormai da oltre un anno stiamo esprimendo sui conti del Comune di Napoli” commenta Valente che si augura non si arrivi al dissesto e all’arrivo quindi di un commissario. Cosa possibile solo se la sentenza della Corte dei Conti non dovesse essere inappellabile, ma aperta a correzioni. “Bisogna evitare in tutti i modi che la situazione precipiti. Per questo è necessario che l’amministrazione comunale cambi radicalmente registro. E che Palazzo San Giacomo ascolti, finalmente, tutte le prescrizioni e le indicazioni che gli verranno da parte della magistratura contabile” aggiunge la parlamentare ricordando la scadenza della manovra di assestamento prevista per il 31 luglio.


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