Rischio dissesto, slitta la decisione della Corte dei Conti. Nodo dismissione e rilevate 5 criticità

Rischio dissesto, slitta la decisione della Corte dei Conti. Nodo dismissione e rilevate 5 criticità

Rischio dissesto, slitta la decisione della Corte dei Conti. Nodo dismissione e rilevate 5 criticità

Si sono presi altre settimane di tempo e potrebbe slittare ai primi giorni di settembre, secondo quanto trapela, la decisione della Corte dei Conti sul rispetto degli obiettivi fissati dal piano di riequilibrio dopo l’adesione al predissesto del Comune di Napoli. Una sentenza negativa aprirebbe la strada al dissesto. In mattinata l’udienza: i magistrati hanno ascoltato l’assessore al Bilancio, Enrico Panini e i tecnici chiedendo chiarimenti e approfondimenti in merito alle controdeduzioni in particolare sulla dismissione che avrebbe dovuto costituire la leva del risanamento. Controdeduzioni presentate in seguito all’attività di controllo sui bilanci tenutasi a metà giugno. Per una settimana un pool coordinato dal  magistrato  Francesco Sucameli ha passato ai raggi x i documenti finanziari del Comune. Rilevate cinque criticità ed una conseguente rideterminazione del disavanzo  pari a circa 700 milioni di euro aggiuntivi. I rilievi riguardano: la procedura da seguire per la valutazione della rimodulazione del piano di riequilibrio; la verifica sulla possibilità di mantenere nel conto del bilancio residui attivi afferenti le entrate extratributarie (es. contravvenzioni stradali); i residui relativi alle contravvenzioni al Codice della Strada e residui correlati ai fitti attivi; la mancata distribuzione al Comune di Napoli di un dividendo incassato da ABC; i residui passivi correlati al pagamento di prestazioni già rese da Romeo Gestioni alle quali non erano seguite le liquidazioni di spesa da parte del Servizio. “Lascia davvero esterefatti l’impegno di alcuni parlamentari del PD impegnati ad accendere ceri affinché si dichiari il Comune di Napoli in dissesto. Non solo perché non ci sono le ragioni perché ciò avvenga, salvo che non si voglia mettere in conto uno scontro sociale di dimensioni epocali, ma perché i debiti che noi dobbiamo pagare sono stati prodotti esattamente da chi ha governato ininterrottamente il Comune per vent’anni” ha commentato Panini. “Sarebbe utile che invece di gufare – ha aggiunto – chi rappresenta una forza di governo svolgesse il proprio ruolo per avere norme positive nella legislazione nazionale”.


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