Eav, 350 assunzioni e 30 treni per la Circum

Eav, 350 assunzioni e 30 treni per la Circum

Eav, 350 assunzioni e 30 treni per la Circum

Trenta nuovi treni per la Circumvesuviana entro i prossimi tre anni e 350 assunzioni, tra autisti e ingegneri, a partire da giugno del 2018. A ‘dare i numeri’ è l’Eav che chiude il bilancio 2016 in attivo, passando da una perdita di 27 milioni del 2015 ad un utile di 30 milioni nel 2016. “Per la prima volta crediti e debiti tra Eav e Regione Campania quadrano” commentano all’unisono il presidente Eav, Umberto De Gregorio e il Governatore Vincenzo De Luca annunciando nuovi mezzi e personale. L’azienda si è di recente ‘liberata’ di una zavorra  di 600 milioni di debiti attraverso trasferimenti dalla Regione che si avvarrà sul Fondo  per lo sviluppo e la coesione. “Abbiamo fatto quest’operazione con l’assicurazione – ha specificato De Luca – che poi quei milioni non ci venissero fregati, visto che spesso e volentieri il Governo ci fa la cresta sopra”.

I treni

Zero i treni messi sui binari negli anni della giunta Caldoro, 18 quelli nei primi due anni di De Luca: si tratta di mezzi che erano stati abbandonati in deposito per contenzioso.  In 18 mesi sono in tutto cinque i nuovi treni e guardando in previsione per i prossimi 3 anni, sono promesse altre 22 vetture per un totale di 40 treni. Inoltre per la Circumvesuviana si prevede di indire una gare entro la fine dell’anno per acquistare altri 30 treni. “Una volta sbloccati i fondi – ha puntualizzato il presidente Eav – se la gara sarà indetta nel giro di un anno, ce ne vorranno altri due perché i cittadini, a cui è inutile raccontare balle, possano usufruire di questi treni”.

Personale vecchio, via alle assunzioni

Nuovi mezzi e nuovo personale. Con lo sblocco del turn over previsto per giugno dell’anno prossimo Eav, che nel frattempo già sta lavorando per affidare le selezioni ad una società di consulenza, darà il via a 350 assunzioni. Nei prossimi tre anni – tra pensioni ed incentivi all’esodo – saranno trecento le unità che andranno via. Ad oggi in tutto 3100 i dipendenti con un’età media di 54 anni. Un dato per tutti: alla stazione di Quarto se prima c’erano 100 dipendenti con un’età media di 30 anni, ora ce ne sono trenta sui 60 anni. “O interveniamo subito o chiudiamo” ha commentato perentorio De Gregorio escludendo categoricamente la strada dell’interinale, adottata solo in modo provvisorio, mentre il ricorso allo straordinario ha costi elevati e non più sostenibili. Non solo autisti (in tutto previste 90 assunzioni tra il 2018 e 2020), operai e addetti agli esercizi treni. Si pescherà anche tra laureati e diplomati: l’Eav cerca 30 persone tra ingegneri e avvocati. 

Bilancio, la zavorra contenziosi e incarichi legali

A pesare sulle casse dell’azienda di trasporto in passato sono stati i contenziosi: nel solo 2015 se ne contavano 2668, ridotti l’anno scorso a 1718. Nel 2016 sono 115 gli incarichi a legali esterni per un costo di 400mila euro, con una media di 3,4 mila euro ed 80 incarichi inferiori ai 2mila euro. Tanto? Poca roba se si pensa che nel 2012 un avvocato esterno ebbe un incarico presso il Tar per 120mila euro. Il Tar era incompetente e venne affidato anche un secondo incarico di circa 7mila euro. Ad oggi l’Eav può contare su 591 milioni e un patrimonio netto di 90 milioni di euro.

Il Monte Faito e la guerra sulle luci cimiteriali

“Ai cittadini chiediamo ancora tanta pazienza, ma ci sono prospettive certe” ha detto De Gregorio specificando inoltre sul caso del Monte Faito di non aver mai promesso la riapertura a luglio. “Offro una cena a chi trova una mia dichiarazione del genere. Ho detto entro l’estate e l’estate finisce a settembre”. Intanto a spegnersi potrebbero essere le luci dei loculi nei cimiteri di Napoli. Il servizio infatti è passato dall’Eav al Comune che 18 mesi fa si è ripreso la concessione con un accordo di 7 milioni di euro. “Tutti gli appuntamenti per formalizzare ci sono stati sistematicamente rinviati” ha denunciato De Gregorio. Così l’Eav continua a fornire energia elettrica ai cimiteri, pagando per un servizio – la somma è già arrivata a due milioni di euro – che dovrebbe fornire il Comune che però d’altra parte incassa le bollette. “Chiediamo che il Comune rispetti gli impegni presi – ha aggiunto –. Non vogliamo lasciare il cimitero di Poggioreale senza illuminazione ma non possiamo sostenere costi che non ci spettano”.


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