Ristoranti e alberghi a spese della Regione, condannati 10 ex consiglieri

Ristoranti e alberghi a spese della Regione, condannati 10 ex consiglieri

Ristoranti e alberghi a spese della Regione, condannati 10 ex consiglieri

Ristoranti, pizzerie e alberghi anche per amici e parenti. E ancora fitti di appartamenti e uffici in tutta la Campania: dal cuore di Napoli fino a Vallo della Lucania. Tutto sul conto della Regione. E perché non farsi rimborsare anche il meccanico per l’auto, gli addobbi della festa per fare bella figura col partito? Condanna per gli ex consiglieri regionali del partito socialista europeo, Udc e gruppo misto: la Corte dei Conti ora li obbliga a restituire tutte le somme. Si va da un minimo di 5mila euro ad un massimo di 66mila euro per un danno erariale di oltre 220mila euro.

L’inchiesta

Le sentenze della settimana scorsa nei confronti di dieci ex consiglieri regionali – Luigi Cobellis, Angelo Consoli, Pietro Foglia, Biagio Iacolare, Carmine Mocerino (Udc), Gennaro Oliviero, Gennaro Mucciolo (Pse),  Carmine Sommese, Pietro Maisto e Annalisa Vessella (gruppo misto) – si aggiungono a quelle emesse a dicembre nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi illeciti condotta dal sostituto procuratore Ferruccio Capalbo che vede coinvolti in tutto 56 rappresentanti del Consiglio regionale – alcuni rieletti – per le spese accreditate indebitamente a Palazzo Santa Lucia nel periodo dal 2010 al 2015. In sostanza hanno utilizzato i fondi dell’assistenza alle attività istituzionali che servono per stipulare contratti ai collaboratori e per beni e servizi specifici, per pagarsi invece dal bar a case spacciate come uffici, fino ai contributi ai partiti. E questo nonostante i consiglieri abbiano già una cospicua indennità di funzione e una diaria.

Cobellis mister rimborso: hotel anche agli amici e casa

Sul conto della Regione e quindi dei cittadini i dieci ‘condannati’ hanno messo bibite, pizze e cene, ma anche strutture alberghiere non solo per sé: risultano infatti pernottamenti per terzi “senza che per essi sia dimostrato un qualsivoglia collegamento con l’attività del gruppo consiliare” scrivono i giudici contabili riferendosi al consigliere dell’Udc, Cobellis. E’ lui mister rimborso: dovrà restituire 66.362,169 euro. Originario di Vallo della Lucania, oltre alla benzina per i viaggi si è fatto rimborsare illecitamente le spese di fitto per un immobile nella sua terra d’origine giustificandolo come “segreteria politica” ma senza documentare, né provare in alcun modo – si legge in sentenza – che lo utilizzasse effettivamente per scopi istituzionali.

Dai ristoranti ai contributi ai partiti

Altri consiglieri – Pse – stessa storia. Pranzi e cene per un totale di 5mila euro, 6mila euro di carburante, il fitto di un immobile a Portico di Caserta a 600 euro: è la lista del consigliere Oliviero che in qualità di capogruppo avrebbe dovuto controllare le spese – invece di farle – condannato a restituire circa 30mila euro, mentre il collega Mucciolo (che mette sul conto solo 1400 euro per la benzina) non si è neanche difeso. A carico della Regione anche i contributi ai partiti, come le somme per la sede Udc di Somma Vesuviana e a Calata San Marco. Fino ad un addobbo di 7mila euro per la manifestazione di Casini a Salerno.

Assegni oscuri e nessun controllo

A questo poi si aggiungono assegni ‘oscuri’. Come quelli incassati da un certo Pasquale Carrabs per un importo totale di 6mila euro e poi nuovamente messi a disposizione del gruppo consiliare dell’Udc, di cui Cobellis era capogruppo, “senza alcuna specifica giustificazione” scrivono i giudici contabili. Sempre in casa Udc 4 assegni emessi in favore di un tale Bardi “rispetto ai quali evidentemente non è fornita alcuna indicazione concreta circa la finalità dei pertinenti esborsi”. Nessuna documentazione viene quasi mai prodotta dai consiglieri né in sede pre-processuale, né all’atto della costituzione in giudizio per appurare “con ragionevole certezza se i pasti o le consumazioni siano avvenuti in corrispondenza di un’attività politica (convegni, dibattiti, etc.), ovvero sia provato uno stretto legame con i fini istituzionali dell’ente”.

I collaboratori fantasma

Infine anche i collaboratori fantasma. In un caso ne sono indicati due ma non è allegato tuttavia alcun contratto. In realtà quei soldi utilizzati per pranzetti e hotel sarebbero dovuti servire proprio per loro.

I 10 consiglieri e le somme da restituire: danno da 229.035,34 euro

COBELLIS Luigi, nato a Vallo della Lucania (SA) UDC € 66.362,169

CONSOLI Angelo Giancarmine, nato a Sparanise (CE) UDC € 10.440,03

FOGLIA Pietro, nato a Baiano (AV) UDC € 20.621,411

IACOLAREBiagio nato a Marano di Napoli UDC € 26.318,00

MOCERINO Carmine, nato a Napoli UDC € 10.821,00

OLIVIERO Gennaro, nato a Sessa Aurunca (CE) PSE € 29.851,31

MUCCIOLO Gennaro, nato a Castel San Lorenzo (SA) PSE 31.690,31

SOMMESE Carmine nato a Saviano gruppo misto € 25.920,34

MAISTO Pietro nato a Villaricca gruppo misto € 5.751,00

VESSELLA Annalisa nata a Napoli gruppo misto € 1.260,00


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