Pompei, scempio da cancellare al cimitero. C’è il “blitz” del Comune tra le tombe

Pompei, scempio da cancellare al cimitero. C’è il “blitz” del Comune tra le tombe

Pompei, scempio da cancellare al cimitero. C'è il "blitz" del Comune tra le tombe

Il lavoro della nuova amministrazione comunale di Pompei passa anche attraverso il camposanto di via Nolana, dove da anni si vive in un perenne stato di abbandono tra tragedie, inchieste e proteste. A pochi giorni dalla nomina della nuova giunta della città mariana, i vari assessori sono già all’opera per rispettare le linee di indirizzo tracciate dal sindaco Pietro Amitrano. Tra queste c’è la delicata questione relativa al cimitero comunale, recentemente finito all’attenzione del primo cittadino per i mancati pagamenti di alcuni dipendenti della società appaltatrice, la Ipsa di Milano, subentrata alla Mirca da circa due anni per garantire i servizi al camposanto di Pompei.

 

Il sopralluogo

Nei giorni scorsi l’assessore Raffaella Di Martino, delegata al cimitero, insieme al consigliere comunale di maggioranza Pasquale Caravetta, ha effettuato un primo sopralluogo a scopo esplorativo per comprendere il reale stato del cimitero, da anni al centro di rumors e polemiche. Al di là dello stato di abbandono in cui versa attualmente, l’assessore ha voluto constatare in prima persona i problemi reali che affliggono il camposanto di via Nolana. «Ci sono diversi interventi in programma – ha spiegato Raffaella Di Martino – ma al momento devo limitarmi a rileggere una serie di incartamenti e analizzare i progetti stilati in passato. Dovrò capire fino a che punto sono stati approvati prima di un intervento vero e proprio che naturalmente richiede un iter burocratico da rispettare».

La Di Martino, l’altro volto femminile della giunta di Pompei insieme alla Dentino, ha “radiografato” le criticità che attanagliano la struttura comunale. In primis, le sterpaglie e la mancata manutenzione di quelle che in un progetto iniziale avrebbero dovuto rappresentare aiuole. Un biglietto da visita triste per quanti si recano al camposanto di via Nolana. «La priorità, almeno per il momento, è dare una ripulita generale – ha aggiunto la Di Martino – ci sono sterpaglie, erbacce e rifiuti. Questo sarà un primo passo per iniziare a risolvere i diversi problemi riscontrati durante il sopralluogo. Sono del parere che è meglio fare poco, ma bene. Di sicuro rendere il camposanto più “accogliente” non richiede degli iter burocratici particolari e dunque sarà una delle prime cose su cui ho intenzione di procedere. Naturalmente, avrò poi bisogno anche di una squadra a cui potermi rifare in questo senso».

«Altissimo è il senso di responsabilità per una realtà veramente triste – il commento del consigliere di maggioranza Caravetta -. Daremo il massimo per ridare dignità a quelle anime che risiedono in questo luogo che purtroppo si trova in uno stato di assoluto abbandono. Ci aspetta tanto lavoro da fare, avanti tutta!».

La questione cimitero è soltanto una delle tante che la Di Martino sta vagliando in questi primi giorni di duro lavoro all’ombra del Santuario. L’assessore, che gestirà anche lavori pubblici, urbanistica, ambiente, ecologia, beni culturali e spettacoli, è anche impegnata in altri interventi che interessano lo sviluppo urbano.

 

Inchieste e personale scarso

Sul cimitero di Pompei pendono tuttora le inchieste The Queen (non ancora a processo) e Terra Santa. Per quest’ultima sono stati rinviati a giudizio l’ex sindaco Claudio D’Alessio e tutti gli altri 28 imputati che hanno scelto di affrontare con rito ordinario il processo sulla presunta gestione scandalosa del camposanto con mazzette per esumare cadaveri e fare posto ai morti “raccomandati”.

Un altro dei problemi della struttura comunale è la presenza- alle spalle -di un sito di stoccaggio, che durante la gestione D’Alessio, era stato individuato come una soluzione soltanto provvisoria. I cittadini pompeiani lamentano «l’impossibilità di restare a lungo sulle tombe dei propri cari per l’eccessiva puzza che viene fuori durante i mesi caldi dell’estate». In più c’è anche la delicata situazione relativa al personale, pressoché scarso, che a inizio luglio ha protestato all’estero del camposanto con tanto di striscione esposto sui cancelli d’ingresso. La polemica nasceva dai mancati pagamenti di tre mensilità ai quattro dipendenti che assicurano servizi di tumulazione e interramento delle salme al cimitero comunale.


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