Saluti da San Pietroburgo. Il sindaco di Torre del Greco attacca gli ex alleati e conferma: «Non ritiro le dimissioni»

Saluti da San Pietroburgo. Il sindaco di Torre del Greco attacca gli ex alleati e conferma: «Non ritiro le dimissioni»

Saluti da San Pietroburgo. Il sindaco di Torre del Greco attacca gli ex alleati e conferma: «Non ritiro le dimissioni»

Torre del Greco. A tremila chilometri di distanza da Torre del Greco il sindaco-dimissionario  ritrova il sorriso e scaccia definitivamente l’ipotesi di un ritorno-bis a palazzo Baronale. Avvolto in uno spolverino blu – il chirurgo plastico si trova a San Pietroburgo, dove la temperatura si assesta intorno ai 20 gradi – Ciro Borriello appare finalmente rilassato, lontano dai veleni della città del corallo.

Eppure, a dispetto degli impegni professionali in programma durante le “ferie di lavoro” in Russia, l’ex deputato di Forza Italia non dimentica la “sua” città per rispondere – tramite Facebook – a chi «in forma pubblica e in forma privata mi ha esortato a riconsiderare i miei propositi di lasciare la carica da sindaco». Una decisione annunciata al termine del consiglio comunale dei veleni – concluso con l’approvazione dell’assestamento di bilancio – e destinata a infiammare la discussione politica fino a Ferragosto. In teoria, Ciro Borriello avrebbe tempo fino al 17 agosto per ritirare le dimissioni.

Ma la decisione sembra già definitiva: «La mia scelta non deve essere interpretata come una resa – spiega il primo cittadino – Le dimissioni erano e restano irrevocabili, al solo scopo di permettere alla città di fare piazza pulita di chi è pronto a mettere sotto i piedi il bene pubblico per il proprio esclusivo tornaconto personale». Accuse pesanti come macigni, in linea con l’affondo al veleno con cui aveva “salutato” palazzo Baronale.

D’altronde, prima di partire per la Russia, Ciro Borriello aveva anticipato a Metropolis Quotidiano come «le nomine di Ferdinando Guarino, Gerardo Mazzeo e infine Virna Bello e Antonella Ferraro erano state “obbligate” per mantenere gli equilibri in maggioranza». Concetti ribaditi tramite Facebook per bacchettare «    quella gente pronta a strattonarmi ogni giorno allo scopo di ottenere visibilità amministrativa e prebende di vario tipo». Dunque, dimissioni irrevocabili e addio definitivo alla poltrona da numero uno di Torre del Greco. «Ringrazio tutti per la stima e l’affetto mostratomi – conclude l’ex deputato di Forza Italia – e vi garantisco che manterrò vivo il mio impegno a sostegno di Torre del Greco». Ma non più da sindaco. Almeno non più fino al 2018. (ad)


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