Nell’era dei selfie i turisti agli Scavi di Pompei riscoprono il fascino delle cartoline

Nell’era dei selfie i turisti agli Scavi di Pompei riscoprono il fascino delle cartoline

Nell'era dei selfie i turisti agli Scavi di Pompei riscoprono il fascino delle cartoline

Nell’epoca dei social network e dell’uso quasi ossessivo degli smartphone, smanettati a tutte le ore del giorno nella folle corsa ai selfie che raccolgono più like, sorprende quello che è il souvenir più venduto all’ombra degli Scavi di Pompei e che conferma un’inverosimile inversione di tendenza. Sono le cartoline l’articolo più richiesto a Villa dei Misteri, dove il turismo non conosce tregua e dove stranieri da ogni parte del mondo sbarcano incessantemente tra taxi, circumvesuviana e pullman privati. Migliaia di visitatori sono pronti ogni giorno a portare a casa un ricordo della tappa tra i tesori della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79. Sentendo i commercianti che all’esterno degli Scavi di Pompei “servono” quotidianamente gli stranieri tra bibite, pietanze e accessori vari, è la cartolina il regalo che preferiscono su tutti. Certo, anche le calamite che non smettono mai di andare di moda. Ma se i turisti sono chiamati a una scelta preferiscono senza dubbio uno di quegli articoli ormai caduti nel dimenticatoio. Le cartoline che riproducono le immagini di Pompei vanno a ruba a Villa dei Misteri. Immagini da spedire subito o semplicemente da conservare tra libri e diari. Alcuni scelgono riproduzioni delle anfore romane, delle monete, dei vari reperti che sono stati rinvenuti nel Parco in questi anni di scavi. In minoranza quelli che acquistano libri che raccontano la storia della città sepolta. Tra gli “affari” di Villa dei Misteri rientrano anche i cappellini e gli ombrellini, oggetti però comprati dai turisti soltanto per “resistere” al caldo. 

414mila visitatori a luglio

Molti turisti scelgono Pompei per le proprie vacanze. In 414.945 hanno visitato gli Scavi a luglio, nello stesso mese dove ha fatto scalpore la notizia della rapina a mano armata nel parco archeologico tra i più visitati in Italia. Un raid compiuto da tre uomini che ha nuovamente riacceso i riflettori sulla delicata questione relativa alla sicurezza in città. «Perché gli scavi di Pompei non hanno la protezione dei militari? E’ davvero singolare che uno dei più grandi attrattori turistici italiani, a differenza di quanto accade al Colosseo, non abbia la protezione dei militari né di altra forza pubblica» ha scritto in una nota Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia. «Chiediamo con forza al Ministro dei beni culturali di intervenire attivando i ministeri competenti», conclude Martusciello. Il record di turisti agli Scavi s’è registrato lo scorso anno con oltre 3 milioni di visite. Numeri impressionanti che sono frutto anche delle riaperture di domus restaurate, le mostre a tema, gli eventi serali, le iniziative teatrali e musicali e, certamente, le giornate di ingressi gratuiti, per un turismo che bacia l’archeologia vesuviana anno dopo anno. L’ultima novità è anche il lavoro “live” degli archeologi nei vari cantieri degli Scavi, che rappresentano un ulteriore polo di attrazione per i turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Pompei, d’altronde, è notoriamente la città d’arte più visitata in Italia. Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro studi turistici di Firenze, la città campana è quella che, assieme a Roma, ha registrato il maggior numero di visitatori. Con, rispettivamente, un +44% e +43%. In generale gli arrivi e le presenze nelle città d’arte italiane sono aumentati del 3%. Pompei registra dati impressionanti anche per i percorsi di suoni e luci “Una notte a Pompei”, uno dei luoghi più monumentali del sito, l’area del Foro, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, dove è già scattato il sold out fino al prossimo 24 agosto.

Pompei riparte dal turismo

Non è un caso che la nuova amministrazione di Pompei voglia ripartire proprio dal turismo per il rilancio della città. Nell’ultimo consiglio comunale s’è discusso anche sull’introduzione della tassa di soggiorno, il cui regolamento è stato approvato a dicembre del 2015 ma non è mai stata attivata per la circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ne vietò l’introduzione. La nuova amministrazione sta adesso discutendo in che modo e secondo quali tariffe poter attivare la tassa nella città del Santuario. Naturalmente tramite una collaborazione tra il Comune e le varie associazioni locali delle strutture ricettive.


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