PD, accordo Casillo-De Luca: la scalata costa un assessore. Piero in segreteria: è caos, a settembre altre nomine

PD, accordo Casillo-De Luca: la scalata costa un assessore. Piero in segreteria: è caos, a settembre altre nomine

PD, accordo Casillo-De Luca: la scalata costa un assessore. Piero in segreteria: è caos, a settembre altre nomine

Il faccia a faccia tra il governatore Vincenzo De Luca e Mario Casillo sarebbe avvenuto la settimana scorsa. E’ allora – si racconta nei corridoi democrat – che i due avrebbero stretto l’accordo sugellato con la nomina del figlio dello sceriffo, Piero, nella segreteria regionale Pd. Mettendo fuori dai giochi il consigliere regionale Lello Topo: “Di lui non ne voglio sentire”, le parole del presidente della Regione ai suoi fedelissimi che continuano a tambur battente, con in prima linea il vice Fulvio Bonavitacola, quelle che ormai sono state ribattezzate “le audizioni”. Incontri non solo con i democrat, ma con tutte le forze politiche per serrare le fila in vista della nomina del nuovo segretario provinciale. Con Casillo che nel partito ha la maggioranza, volente o nolente, De Luca deve invece scendere a patti rompendo   quell’asse (Topo-Casillo) che ha retto ad ogni Congresso, per prendersi la sua fetta di partito. La trattativa può starci perché ognuno ha qualcosa che l’altro vuole.

Lo ‘scambio’ tra De Luca e Casillo. E quel diktat da Roma

Sul tavolo dello ‘scambio’ tra il Governatore e il capogruppo regionale c’è l’assessorato ai Trasporti e la nomina del segretario provinciale. Mister 30mila voti rimasto a bocca asciutta finora, vuole a tutti i costi una poltrona di peso in giunta. Come assessore ha già una persona di fiducia, ma sul nome le bocche sono cucite: si tratterebbe di un professore universitario della Federico II. Dall’altra parte il Governatore vuole guidare il partito a Napoli. E per quanto possa fare ‘campagna acquisti’ non la spunterebbe senza Casillo, a cui comunque rimarrebbe la segreteria regionale. E su cui si potrebbe trovare una quadra con il nome di Nicola Landolfi, già segretario del Pd salernitano (sulla scia di quella colonizzazione di Napoli avviata dall’ex sindaco). Inoltre anche da Roma sarebbe arrivato il diktat ad ‘accontentare’ De Luca: il partito nazionale non avrebbe intenzione di candidare Piero alle politiche.

A settembre nuove nomine per accontentare altri capicorrente

L’accordo c’è ed anche il blitz in pieno agosto. Via libera alla segretaria regionale, Assunta Tartaglione, pupilla di Casillo alla nomina di Piero che avrà un ruolo di coordinamento. Ma per ‘tenere buoni’ anche gli altri capicorrente, tra settembre e ottobre ci saranno altre nomine – giovani e quote rosa – con delle deleghe in alcuni settori (ad esempio trasporti, ambiente…), sul modello lanciato da Matteo Renzi. Sia in vista del Congresso, sia delle prossime scadenze elettorali.

De Luca junior in segreteria: scoppia la polemica

Intanto a 24 ore dall’ingresso di De Luca junior, scoppia la polemica sui social. I più agguerriti sono quelli del Comitato 30, il gruppo di giovani democrat. Piero stessa annata, ma figlio di papà, la sostanza. “L’errore è che pur di far passare tuo figlio penalizzi persone altrettanto valide” commenta Tommaso Ederoclite. Ci ‘sguazzano’ gli orlandiani: De Luca, come riportato da Metropolis, la settimana scorsa aveva tentato di stringere alleanze con il ministro, Andrea Orlando che però gli ha dato il ben servito scegliendo di correre da solo con un suo candidato alla segreteria provinciale. “De Luca prima afferma che non è uomo di corrente e poi piazza il figlio in segreteria” attacca il coordinatore social dem in Città metropolitana, Peppe Balzamo.

Marciano: “La segreteria ammette la sua insufficienza”. Armato: “Nessuna tregua”

Per il consigliere regionale, Antonio Marciano “la segreteria regionale ha risposto alla richiesta della federazione di Salerno in una fase in cui il protagonismo di De Luca non poteva passare inosservato. Di certo un segnale di distensione nei rapporti tra partito e governo regionale, mai ottimi”. “Assegnare a De Luca deleghe per la costruzione del programma significa da parte della segreteria regionale ammettere anche la sua insufficienza, correre ai ripari a qualcosa che è mancato. I punti di critica restano – aggiunge Marciano – e non noto alcun cambiamento: la direzione regionale non ha nemmeno fatto l’analisi del voto alle amministrative”. “Ingresso positivo – commenta Teresa Armato, che era presente alla riunione della segretera regionale -. Piero è uno che si impegna molto e approfondisce, come fatto anche nella battaglia per il Referendum. La sua nomina non è una tregua tra Casillo e De Luca, perché non c’è alcuna guerra ma semplicemente la necessità di un rapporto  costruttivo tra il partito e il governatore nell’interesse di tutti”.


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