Furgone sulla Rambla, l’Isis semina morte a Barcellona: 13 morti e 90 feriti

Furgone sulla Rambla, l’Isis semina morte a Barcellona: 13 morti e 90 feriti

Furgone contro folla a Barcellona, due morti

Il terrorismo colpisce al cuore di Barcellona. Un furgone piomba sulla folla della Rambla nel pieno del pomeriggio. Tragico il bilancio: almeno 13 morti e 90 feriti, tra cui diversi bambini e alcuni in condizioni gravi. Arrestati due terroristi, il terzo è stato ucciso in una sparatoria. L’Isis rivendica l’attentato attraverso la sua ‘agenzia’ Amaq, definendo gli attentatori «soldati dello Stato islamico». 

LA FOLLIA

Intorno alle 17 di ieri un furgone è arrivato a tutta velocità sulle tante persone che si trovava sulle celebri Ramblas di Barcellona, affollate di turisti in questi giorni d’agosto. La folle corsa è iniziata nei pressi di Placa de Catalunya ed è terminata vicino al mercato della Boqueria, a circa 600 metri di distanza. Secondo numerosi testimoni, il furgone procedeva a una velocità molto sostenuta lungo una traiettoria a zig zag, apparentemente in modo da poter investire il maggior numero possibile di persone che passeggiavano in quel momento sulla Rambla. Il mezzo si è poi schiantato contro uno dei chioschi che si trovano sul marciapiede che separa le corsie della Rambla destinate alle auto. L’uomo che era alla guida sarebbe scappato. Immediata è scattata la caccia per rintracciarlo. In un primo momento si era diffusa la voce che si fosse asserragliato in un locale, un ristorante turco. La circostanza è stata poi smentita dalla polizia. 

IL TERRORISTA SORRIDEVA

«Sorrideva…». Così una testimone oculare italiana descrive il conducente-attentatore del furgone che ha falciato gente oggi pomeriggio sulla Ramblas di Barcellona. In collegamento con il Tg2, Rossella Petrella, in vacanza con un gruppo nella capitale catalana, ha raccontato quegli attimi drammatici: «Abbiamo visto arrivare il furgone, il conducente guardava e sorrideva, aveva la barba lunga».

ZONA ISOLATA

La tensione è rimasta altissima fino a tarda sera, la zona è stata circondata dai Mossos d’Esquadra, la polizia catalana. Sul posto si sono recate molte ambulanze. Chiuse le stazioni della metropolitana della zona e un appello diffuso anche sui social impone a turisti e residenti di non avvicinarsi alla zona. Da subito l’azione è apparsa come un attentato ma solo dopo qualche ora la polizia catalana ha confermato ufficialmente la matrice terroristica. 

Per sicurezza la polizia ha fatto chiudere per ore tutti i negozi e i ristoranti della zona con all’interno la clientela e solo dopo le 20 sono stati autorizzati a uscire. Ha inoltre invitato tutti coloro che si trovano in città a non spostarsi se non per motivi urgenti e a lasciare libere le strade per agevolare la circolazione dei veicoli d’emergenza.

PRIMO ARRESTO

La polizia ha arrestato per primo Driss Oukabir, sospettato di aver noleggiato il furgone, le cui foto sono immediatamente circolate sui media. Legalmente residente in Spagna, a Ripoll, un’ottantina di chilometri da Barcellona, era noto alla polizia: nel 2012 era uscito dal carcere di Figueres. Fonti dell’antiterrorismo hanno rivelato a El Pais che il giovane era arrivato a Barcellona il 13 agosto scorso, proveniente dal Marocco. Sul suo profilo Facebook, rimosso dopo essere stato sommerso di insulti, Oubakir dice di essere nato in realtà a Marsiglia, di essere impegnato in una relazione, di essere un fan della serie TV ‘Prison break’ e che il suo libro preferito è il Corano. In poche ore dopo l’identificazione effettuata dalle autorità spagnole, la sua bacheca Facebook è stata riempita di insulti e poco dopo il profilo è stato chiuso. 

SECONDO ARRESTO

Il presidente della Generalitat (regione) Catalana, Carles Puigdemont, ha annunciato in serata durante una conferenza stampa che dopo il sospetto autore dell’attentato, Driss Oukabir, è stata arrestata una seconda persona collegata alla strage. Le sue generalità non sono state rese note. 


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