Crisi supermercati Tuodì: stipendi a rischio, lavoratori pronti a incrociare le braccia

Crisi supermercati Tuodì: stipendi a rischio, lavoratori pronti a incrociare le braccia

La vertenza

«Se entro l’11 settembre tutti i lavoratori della catena discount Dico Tuodì non avranno ricevuto regolarmente lo stipendio, siamo pronti ad incrociare le braccia e indire uno sciopero». Ad annunciarlo, all’indomani della riunione svoltasi presso il Ministero del Lavoro, sono le rappresentanze sindacali della catena di supermercati il cui punto vendita di Castellammare è chiuso dall’11 luglio scorso. «Giovedì scorso, al tavolo romano  – sottolinea la RSA – ci saremmo aspettati ben altra risposta da parte delle istituzioni e dell’azienda. Ma l’assenza dell’amministratore giudiziale e dei vertici aziendali nella persona di Antonino Faranda, ci sta inducendo a pensare che non ci sia alcuna reale volontà di tentare di venire fuori da una situazione che si fa sempre più preoccupante, e certo non per colpa dei lavoratori. Nel corso del primo incontro presso il ministero quando come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto ufficialmente rassicurazioni a proposito del pagamento delle prossime spettanze, non abbiamo ricevuto alcuna risposta chiara. Come è possibile che il destino di migliaia di famiglie possa essere preso così sotto gamba? La procedura di concordato preventivo avviata a luglio, la chiusura di 123 punti vendita, e tutti gli altri nodi che bisogna cercare di sciogliere, dalla quattordicesima agli stipendi fino alla modalità di utilizzo della cassa integrazione e – naturalmente – il piano di rilancio del gruppo che attendiamo al Mise il prossimo 19 settembre – comporterebbero una assunzione di responsabilità seria da parte di tutti, nel rispetto che si deve a chi nella catena Tuodì ha creduto e scommesso l’esistenza propria e dei suoi cari. Speriamo vivamente – concludono i sindacati – che già lunedì 4, quando il Ministero ha aggiornato il tavolo della vertenza che ci vede impegnati, ci sia un cambio di rotta sostanziale, all’insegna del rispetto e della chiarezza e – lo auspichiamo vivamente – con un’apertura da parte dell’azienda per l’anticipo del pagamento della cassa integrazione. Noi, come delegazioni sindacali, subito dopo il confronto istituzionale, ci incontreremo per decidere unitariamente la strada migliore da intraprendere affinchè i diritti di chi già in questa fase è fortemente penalizzato vengano difesi».


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