Il terzo polo è a rischio. La sfida più dura di Alfano: “Vogliono comprarci con le poltrone ma ci difenderemo”

Il terzo polo è a rischio. La sfida più dura di Alfano: “Vogliono comprarci con le poltrone ma ci difenderemo”

Il terzo polo è a rischio. La sfida più dura di Alfano: "Vogliono comprarci con le poltrone ma ci difenderemo"

Il nome è tutto un programma: “Centro di gravità permanente”. E, parafrasando la nota canzone, quelli che potranno “cambiare idea” con fughe, magari in cambio di poltrone, non mancheranno. Anzi, sembra già non saranno pochi. Ecco perché, come spiega il coordinatore regionale campano di Alternativa Popolare, Gioacchino Alfano, la “Festa popolare” che prende il via oggi al Castello di Limatola e giunta alla sua terza edizione, quest’anno, visti gli scenari politici, avrà un importante significato.

Sottosegretario Alfano si rinnova l’appuntamento a Limatola. Ora che anche la sinistra è spostata verso il centro, ha ancora senso parlare della possibilità di un terzo polo?

“Le posizioni politiche sono la sintesi di un Paese e in Italia esiste un’area moderata immensa dal punto di vista culturale. Obiettivo di questa due giorni sarà confrontarci, valutare se spacchettare la politica in due poli, quello del centrodestra e del centrosinistra o se ci sono le condizioni, ed io credo di sì, per la creazione di un nuovo polo centrista che sia ago della bilancia nel nuovo scenario politico campano e nazionale. I grandi leader come Renzi, Salvini, Berlusconi, Grillo continuano ad annientare i partiti, ma ad oggi, a parte Angelino Alfano, sono tutti fuori dal Parlamento, continuando però ad incidere dall’esterno e questo la dice lunga sulla necessità di creare una comunità e punti di riferimento istituzionali”.

Intanto però sembra che vi stiate già spaccando e si vocifera di prime fughe verso Fi e Pd. Rischiate di scomparire?

“Non bisogna negare le cose, esiste questo rischio anche dovuto al fatto che da destra come da sinistra tentano, con la promessa di poltrone o di inserimenti nelle liste, di indebolirci. Vedremo, anche perché voglio ricordare di quanti “nomi potenti” sono poi rimasti a casa. Alla prova delle urne contano le persone che stanno sul territorio e su questo sono certo siamo forti e saremo premiati”.

Torna in campo anche la Democrazia Cristiana. Cosa ne pensa?

“Rispetto la storia dei partiti e degli uomini, ma non mi piace quando si rievocano simboli del passato”.

A proposito di passato, Bassolino ha da poco postato “Ma che politica è allearsi con Alfano in Sicilia e rinviare lo ius soli per via di Alfano?”.

“Rispetto Bassolino, ma mi sembra strumentale porla in questo modo. Non si rinvia a causa di Alfano. C’è una parte del Paese che è preoccupata riguardo tale questione, che non è una priorità e va affrontata con i dovuti approfondimenti. Anche il Papa di recente ha parlato della necessità di fare accoglienza, ma tenendo conto di diverse condizioni”.

Alleanze. A che punto è l’accordo Renzi-Alfano?

“Il Referendum ha dimostrato che l’uomo solo al comando non funziona, il Pd deve ora tenere conto delle altre forze politiche. C’è stato un accordo nazionale con l’obiettivo di raggiungere alcuni importanti risultati. E con questo partito siamo riusciti a fare molto di più che con Forza Italia, nonostante allora ci fosse una maggioranza quasi bulgara e non si avesse neanche un partito contro aggressivo come il Movimento Cinque Stelle”.

Qualche risultato raggiunto

“La riforma sulla sicurezza, la valorizzazione degli immobili con l’apertura delle sedi militari ai Comuni, abbiamo fatto tanto anche sul versante della prima casa e della famiglia. Ed in particolare Campania e Sud hanno beneficiato di fondi e finanziamenti. Cresce l’occupazione e aumenta il Pil”.

Cosa non ha funzionato con Fi?

“Che noi non ci stiamo a fare i prigionieri dei prigionieri. Forza Italia vive a rimorchio della Lega e non ha voluto capire che il populismo di Salvini attira, è come un doping, ma non crea un consenso solido”.

Farete le primarie?

“Solo se saranno primarie aperte con nomi dei territori e non calati dall’alto”.

Infine cosa si aspetta da questa due giorni che tra i temi vede anche un faccia a faccia tra moderati e riformisti

“Sì l’abbiamo voluto perchè dobbiamo essere non i moderati conservatori, ma che mettono al centro le riforme. Mi aspetto entusiasmo per ricostruire un’area moderata che è storicamente la maggioranza del paese”.


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