Pd, guerra tra i padrini renziani: salta la direzione provinciale. Gli orlandiani: “Commissariare”

Pd, guerra tra i padrini renziani: salta la direzione provinciale. Gli orlandiani: “Commissariare”

Pd, guerra tra i padrini renziani: salta la direzione provinciale. Gli orlandiani: "Commissariare"

E’ il solito Pd: bagarre tra i renziani in vista del Congresso, gli orlandiani chiedono il commissariamento con gli ex bassoliniani che strizzano loro l’occhio. Alla base c’è la guerra tra ex Dc e Ds, tra l’area di Casillo che non vuole cedere sentendosi forte in provincia mirando ora anche alla città e quella di Cozzolino che altrettanto mira a Napoli e ora rivendica spazi in vista del rinnovo della segreteria provinciale, ma anche delle prossime elezioni comunali.

Guerra tra i capicorrente renziani

Che la direzione provinciale convocata ieri sarebbe saltata era già chiaro prima ancora che iniziasse. Fino all’ultimo minuto prima di entrare nella sala di Santa Maria La Nova si è cercato un accordo. Nove i componenti della Commissione di garanzia per il Congresso che ieri i democrat avrebbero dovuto nominare: sei per i renziani, 2 per gli orlandiani e uno per Emiliano. Troppi però i capicorrenti renziani, rispetto ai posti. Si è cercato così di accorpare l’area di Tonino Amato con quella di Casillo, ma quando Leonardo Impegno che si vocifera potrebbe passare con l’area legata a Matteo Orfini ha puntato i piedi per esprimere comunque un proprio componente, allora anche Enza Amato ha fatto altrettanto. Telefoni bollenti e chiamate a Roma per far prevalere la propria forza. Niente da fare, nessuna sintesi. A far emergere la bagarre tra i renziani ci ha pensato il consigliere regionale, Antonio Marciano che in Aula ha chiesto la verifica del numero legale. Presenti 27 componenti della direzione provinciale su 105. “Dobbiamo fermarci e chiedere aiuto a Roma – ha detto nel suo intervento, l’unico prima che si sciogliesse la direzione – perché se non se ne sono accorti le cose non funzionano bene a Napoli”. In realtà che il Pd a Napoli e in provincia sia ai piedi di Pilato lo sanno anche a Roma e bene, ma lì come qui si continua a fare finta di non vedere. E scoppia l’inevitabile, ennesima guerra tra bande del Pd a meno di due settimane dalla presentazione delle liste in vista del Congresso. “Servono garanzie, regole e procedure certe – ha commentato Impegno – e non ci sono. Occorre una commissione per il tesseramento con criteri oggettivi di rappresentanza”.  Seccato il segretario provinciale, Venanzio Carpentieri che ai suoi fedelissimi ha chiesto di prendere nota di chi non ci fosse o si dichiarasse tale durante l’inutile appello nominale. “Non voglio commentare” ha detto a caldo, solo dopo poco ha aggiunto “E’ paradossale che la richiesta del numero legale venga dall’interno dell’area renziana. Il rompete le righe non fa bene al partito”. Così già da ieri sono partiti i confronti nell’area renziana per trovare una sintesi ed anche con i referenti nazionali.   

Il commissariamento

Mentre i renziani locali cercheranno di trovare una quadra gli orlandiani annunciano che nella prossima direzione nazionale Pd chiederanno il commissariamento della Federaziona napoletana. “Esiste un problema politico all’interno dell’area renziana, ma anche organizzativo – spiegano Marco Sarracino e Giuseppen Balzamo –: il 40% dei circoli della provincia non ha avviato il tesseramento e a Napoli le cose non vanno meglio. A questo si aggiunge il fatto che ci sono realtà importanti ancora senza segretari e senza un gruppo dirigente. Non è garantita in alcun modo la partecipazione e la trasparenza. Motivo per cui non ci sono le condizioni per lo svolgimento del Congresso”. Congresso che si profila come l’ennesima conta con l’ombra dell’ennesimo commissariamento annunciato.


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