Castello di Lettere, caso in Tribunale

Castello di Lettere, caso in Tribunale


La contesa sulla proprietà del castello medievale rischia di diventare uno scontro anche giudiziario tra i due comuni che ne rivendicano il possesso – in tutto e in parte – e il consiglio comunale sulla questione, in calendario per domani sera, si preannuncia a questo punto infuocato. Qualche giorno fa, infatti, era intervenuto il sindaco di Lettere Sebastiano Giordano, invitato dal collega abatese Antonio Varone a prendere parte alla seduta, per chiarire il punto di vista suo e dell’amministrazione letterese sulla questione: il possesso, come stabilito da un decreto prefettizio del 1956, sarebbe esclusivamente di Lettere, a prescindere dal pagamento del 60% del valore (da stimare), pure fissato nello stesso documento. Questo perché, a compensazione di tale valore, ci sarebbe stata all’epoca la cessione al comune abatese di altri fondi, fondo Sant’Arcangelo e fondo Casoni Marna. Una versione che non è andato affatto giù ai consiglieri di opposizione di Sant’Antonio Abate, firmatari della mozione che verrà discussa domani in consiglio. A partire da Nicola Mercurio: «Se questa è la posizione del sindaco di Lettere – ribatte – non possiamo fare altro che prendere atto della totale chiusura a qualsiasi tipo di discussione serena, franca e soprattutto documentata. Vorrà dire che il confronto, oltre che in consiglio comunale, sicuramente proseguirà anche in altre sedi, fossero anche aule di giustizia. Se non si riesce ad avere un dialogo costruttivo, e al contrario ci si chiude su posizioni di assoluta arroganza, vorrà dire che sarà una terza parte, un giudice, a decidere in maniera equa. Stabilendo non solo il valore del castello, ma anche come sono stati gestiti i fondi utilizzati per il recupero, come sono stati assegnati incarichi e appalti. Perché una cosa è certa: di certo noi non ci fermiamo davanti a quest’intransigenza». La minaccia di adire le vie legali, tutt’altro che velata, alza quindi ulteriormente l’asticella di uno scontro che, fino ad ora, in realtà si era consumato solo a livello di dichiarazioni da una parte e dall’altra. Il rischio, adesso, è che si passi alle carte bollate. Sempre che da parte abatese ci sia qualcuno disposto ad andare fino in fondo. «Di certo non ci aspettiamo che sia il sindaco Varone a farlo – spiega Mercurio – figuriamoci se un sindaco fantasma, quale si è dimostrato, possa mai avere l’orgoglio di condurre a capo della propria comunità una battaglia del genere. Saremo noi a farlo. Come consiglieri comunali, come apposito comitato, che già si sta costituendo, o anche da privati cittadini, essendo titolati a farlo».


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