Truffa da 92.000 euro allo Stato Il pm: «A processo il finto cieco»

Truffa da 92.000 euro allo Stato Il pm: «A processo il finto cieco»


Otto mesi di battaglie giudiziarie e certificati medici non sono bastati a Gaetano Ruggiero – il quarantasettenne accusato dalla guardia di finanza di avere truffato lo Stato per complessivi 92.000 euro – a ottenere dal pubblico ministero Maria Benincasa della procura di Torre Annunziata l’archiviazione del suo caso. Anzi. Il titolare dell’inchiesta alla base del sequestro preventivo eseguito a gennaio a carico dell’indagato non ha esitato a invocare il rinvio a giudizio per il presunto finto cieco, a rischio processo per avere incassato indebitamente – a partire dal 2010 – la pensione d’invalidità. L’inchiesta e i sequestri Il calvario di Gaetano Ruggiero – volto noto alle forze dell’ordine, finito dietro le sbarre per una rapina e successivamente scarcerato proprio a causa di una grave patologia alla vista – cominciò a fine gennaio, quando le fiamme gialle del comando provinciale di Napoli eseguirono un provvedimento con cui il gip del tribunale di Torre Annunziata “congelò” tutti i conti bancari del presunto finto cieco e pose sotto sequestro preventivo l’auto intestata a Gaetano Ruggiero. Una vera e propria doccia gelata per il quarantasettenne, già alle prese con una malattia degenerativa di cui sarebbero stati accertati solo 40 casi in tutto il mondo: una malattia senza cura e senza possibilità di cura, secondo i verdetti delle visite mediche a cui l’uomo si è sottoposto a partire dal 2010. La battaglia giudiziaria Già il giorno successivo alla “visita” della guardia di finanza presso la sua abitazione, Gaetano Ruggiero – sempre ac compagnato dal fratello – si sottopose a un nuovo controllo di un medico dell’Asl Napoli 3 Sud in cui si confermava la sua totale cecità. «Già all’inizio del 2001 persi un occhio – raccontò il presunto truffatore a Metropolis Quotidiano e poi al titolare dell’inchiesta – poi a partire dal 2010 sono diventato totalmente cieco: ci sono decine di certificazioni firmate da vari medici di tutta Italia». Certificazioni mostrate al pubblico ministero dall’avvocato Antonio Cirillo – difensore del quarantasettenne – pronto a invocare in diverse occasioni «una consulenza d’ufficio da parte della procura di Torre Annunziata in modo da scacciare via subito ogni ombra e dimostrare l’estraneità del mio assistito alle accuse degli investigatori». Tutto inutile. Una volta chiuse le indagini, il pm Maria Benincasa ha chiesto il rinvio a giudizio. Una richiesta su cui ora si dovrà pronuciare il gip Emma Aufieri del tribunale di Torre Annunziata: il verdetto è atteso entro fine settembre, quando Gaetano Ruggiero saprà se dovrà o meno affrontare un processo per truffa aggravata ai danni dello Stato. Le fonti di prova Alla base delle convinzioni degli investigatori sul presunto falso cieco ci sono le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza di via Nazionale in cui si vede il quarantasettenne “guardare” la partita del Napoli in tv e rispondere tranquillamente al cellulare: «All’interno del centro scommesse sono sempre con mio fratello o mio nipote, il barista mi conosce da anni e mi serve il caffè già zuccherato – si giustificò l’indagato -. Infine, non c’è bisogno della vista per seguire le partite in tv: basta l’audio». Ragioni, al momento, insufficienti per ottenere l’archiviazione del procedimento giudiziario.


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