Vesuvio, disastro eco-mafie Dai roghi spunta l’amianto

Vesuvio, disastro eco-mafie Dai roghi spunta l’amianto


Lastre di amianto sepolte sotto le sterpaglie bruciate. Cumuli di spazzatura ammassati ai piedi dei sentieri inceneriti dai piromani. Alberi crollati, strade distrutte e pioggia che scende a valle come lava, mentre una ginestra prova lentamente a rifiorire. Eccolo il Vesuvio sfregiato a vita dagli eco-criminali. Eccolo il vulcano “maledetto” a due mesi esatti dal più terribile disastro ambientale degli ultimi 50 anni. Sessanta giorni, tanto è passato dal luglio di fuoco, dal mese infernale culminato in una lunga serie di incendi capaci di sfregiare a vita il Vesuvio. Nei giorni scorsi il comitato “Salute, Ambiente, Vesuvio” – il gruppo di attivisti che da anni combattono contro lo scempio delle discariche abusive all’interno del Parco Nazionale – ha realizzato un dossier fotografico per provare a raccontare, con le immagini, lo stato di salute del vulcano distrutto dagli incendi e messo in ginocchio – di nuovo – dagli eco-criminali.

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