Torre Annunziata. Lettera aperta del nipote del boss: “Il pizzo fa schifo”

Torre Annunziata. Lettera aperta del nipote del boss: “Il pizzo fa schifo”


E’ ospite nell’appartamento al terzo piano della casa-famiglia “mamma Matilde”, a Torre Annunziata. Vive in una stanza con le pareti arancioni e verde acqua. Sono gli unici colori che ogni giorno gli danno il buongiorno appena apre gli occhi, oltre al profumo del caffè e il sorriso dei suoi amici che condividono con lui l’esperienza di recupero e accoglienza nella struttura salesiana del quartiere murattiano. Da mesi è nel centro, da quando i carabinieri lo hanno arrestato: lo hanno sorpreso con le amicizie sbagliate, con chi aveva la fedina penale troppo sporca e che di conseguenza lo ha trascinato sulla cattiva strada. Lui, dalle parentele scomode, nipote di un ras della città non avrebbe guai. Il suo nome, però, era – che anno, nonostante appena 16enne, nelle informative delle forze dell’ordine e nelle relazioni degli assistenti sociali. Da quando ha varcato la soglia della struttura qualcosa è cambiato e nei giorni scorsi suo appello alla città. 

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