Pompei, mercato sospeso. Gli ambulanti: «Così ci fate morire»

Pompei, mercato sospeso. Gli ambulanti: «Così ci fate morire»

Pompei, mercato sospeso. Gli ambulanti: «Così ci fate morire»

Da un lato il ticchettio dei ferri dovuto all’allestimento del palco in vista della Supplica alla Vergine, dall’altro l’urlo e la disperazione di oltre cento operatori che chiedono «lavoro». Il clima di festa in attesa della preghiera che ogni anno raccoglie nella città mariana 20mila fedeli s’è improvvisamente interrotto quando oltre cento ambulanti del mercato di via Aldo Moro hanno deciso di scendere in piazza per manifestare il proprio dissenso contro l’ordinanza firmata dal sindaco Amitrano che – a partire da ieri – ha momentaneamente disposto la sospensione dell’area mercatale. «Vergogna – è l’urlo che si alza da piazza Bartolo Longo, all’esterno di Palazzo de Fusco – grazie Pompei, grazie amministrazione. Ci state togliendo il nostro lavoro, sono 25 anni della nostra vita. Non si può decidere di sospendere il mercato da un giorno all’altro, dateci prima una soluzione», dicono i commercianti. Salvatore, occhiali da sole e maglietta scura, ricorda che «in molti abbiamo mutui di pagare, sospendere il mercato significa toglierci almeno 400 euro, soldi che per noi fanno la differenza. Come possiamo arrivare a fine mese?», s’interroga disperato. Gli fanno eco i “compagni” che si dicono «amareggiati» per la decisione del sindaco, soprattutto all’indomani di una serie di incontri tenutisi al Comune. «Il mercato è sicuro – fa invece sapere un altro operatore -c’è lo spazio necessario tra una bancarella e un’altra per il passaggio dell’ambulanza. Più avanti, d’altronde, c’è anche la Croce Rossa. In più l’area non è sporca per colpa nostra, abbiamo dei video che testimoniano in che stato abbiamo trovato oggi (ieri mattina, ndr) via Aldo Moro. C’erano rifiuti dappertutto. La stessa raccolta differenziata ordinata dal sindaco è stato un flop, i sacchetti ci sono stati consegnati soltanto una volta».

A ogni passaggio di consiglieri e assessori, la folla ha urlato «vergogna, il mercato non si tocca». A provare una mediazione Robetti, consigliere di minoranza, e Serrapica della maggioranza. Uno scambio veloce di battute che non ha portato frutti. I momenti di tensione non sono calati, anzi la manifestazione pacifica ha determinato anche lo slittamento di mezz’ora del consiglio comunale, la cui seduta era fissata alle 10,30, e alla quale hanno preso parte – rigorosamente in silenzio – circa 80 operatori. Nel corso dell’assise i commercianti hanno esposto tre cartelli. «Vogliamo lavorare», la prima scritta sollevata mentre al primo piano di Palazzo de Fusco si approvavano i debiti fuori bilancio in assenza della minoranza, che nel frattempo aveva abbandonato l’aula perché «la priorità sarebbe stata discutere del mercato». «Presenti al consiglio comunale ma assenti al mercato», il secondo messaggio esposto sotto gli occhi di Amitrano. «Grazie Pompei», il terzo ed ultimo striscione.

Discussi velocemente i vari punti all’ordine del giorno, in assenza della minoranza e dunque senza un confronto, s’è parlato della sospensione dell’area mercatale. Gli ambulanti hanno espresso le proprie perplessità circa il provvedimento e soprattutto circa la tempistica necessaria per poter lavorare – tutti insieme – in via Aldo Moro. Il sindaco s’è dimostrato irremovibile, ribadendo il dovere di mettere al sicuro una parte della città, senza considerare gli interessi di pochi. L’accordo, almeno momentaneo, è il seguente: turnazione del 50% degli operatori. A partire dal prossimo venerdì lavoreranno i commercianti del lato destro della strada, mentre tra 15 giorni quelli del lato sinistro. Un modo per tenere più liberi i marciapiedi e il passaggio per eventuali soccorsi. Non ruoteranno, secondo un primo accordo verbale tra gli operatori, i commercianti alimentari. 


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