Truffa pescatori, sott’accusa due dirigenti regionali di Pompei. Chiesto il sequestro dei beni

Truffa pescatori, sott’accusa due dirigenti regionali di Pompei. Chiesto il sequestro dei beni

Truffa pescatori, sott'accusa due dirigenti regionali di Pompei. Chiesto il sequestro dei beni

Avevano il compito di controllare e non l’hanno fatto. Invito a dedurre e richiesta di sequestro preventivo di 600mila euro nei confronti di due dirigenti regionali nell’ambito dell’inchiesta della Corte dei Conti della Campania sui fondi comunitari per la pesca. Si tratta di Antonio Carotenuto, responsabile dell’unità operativa dirigenziale della Pesca per la Regione Campania e della referente del progetto, Ermelinda Cozzolino. “Condotta omissiva” e “colpa grave” scrive il pm sui due funzionari, entrambi residenti a Pompei, responsabili di non aver eseguito i controlli sui pescatori – beneficiari di un finanziamento di 40mila euro ciascuno –  per verificare il rispetto dei requisiti e delle regole contenuti nel bando.

Nessuna relazione

Un bando che conoscevano molto bene: a redigerlo era stato proprio Carotenuto che in quanto referente per la Campania del Fep (Fondo europeo per la pesca) scriveva anche i decreti di concessione dei contributi. Insieme a Cozzolino doveva eseguire i controlli in itinere ed ex post. “Controlli, peraltro, di non difficile esecuzione – secondo la magistratura contabile – essendo sufficiente verificare, presso l’anagrafe tributaria l’esistenza o meno di nuove fonti di reddito”. Ed invece non hanno acquisito nemmeno una delle relazioni di riconversione che i pescatori avrebbero dovuto presentare dopo 18 mesi per dimostrare che avevano effettivamente lasciato la loro attività per crearne un’altra, ‘pena’ la restituzione dell’intera somma. E questo nonostante il fatto, sottolinea la magistratura contabile, che l’obbligo a relazionare fosse stato inserito proprio dalla Regione Campania e quindi dal referente del Fep. Pertanto “lo conosceva molto bene” scrive il pm. Se “quei controlli fossero stati diligentemente e tempestivamente eseguiti si sarebbero immediatamente attivati – si legge negli atti – tutti i procedimenti per richiedere l’immediata restituzione dei contributi”. Ma così non è andata e i fondi sono andati in fumo, tra chi o non doveva proprio averli o doveva restituirli e non l’ha fatto.

Quei contributi ai 70enni

“Una gestione gravemente negligente” dove salta agli occhi l’eta avanzata di diversi pescatori che hanno ottenuto il contributo a 75 anni. “Il tradimento sostanziale delle finalità del contributo emerge evidente già nell’età anagrafica, con chance di riconversione pressocché nulle” scrive la magistratura contabile portando ad esempio il caso di Aniello Benincasa. Anche quando quest’ultimo comunica di essersi solo iscritto al centro dell’impiego di Maiori, ma di riconversione nemmeno l’ombra, non viene attivata alcuna misura e i controlli con la richiesta di una relazione partono solo in seguito alle indagini della Guardia di Finanza e non vengono estesi ai casi simili.

Danno di 2 milioni di euro

Ora il pm chiede di sequestrare 400mila euro a Carotenuto e 200mila euro a Cozzolino in favore della Regione Campania e dell’Unione Europea. Per la Corte dei Conti Carotenuto è responsabile di un danno erariale per una quota complessiva di un milione e 250mila euro, mentre Cozzolino di 730mila euro per un totale di quasi due milioni di euro. “Quote che risultano sproporzionate rispetto ai patrimoni mediamente riferibili a soggetti della pubblica amministrazione”, di qui la decisione di un sequestro cautelativo di beni e crediti di 600mila euro nei confronti dei due funzionari che già da diverso tempo, appena è venuta alla luce l’indagine degli uomini del Roan della Guardia di Finanza, si sono trasferiti in altri uffici regionali.


ULTIME NEWS